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Edoardo Purgatori Un Medico in Famiglia 10, intervista esclusiva: dopo Emiliano arriveranno tanti nuovi personaggi

Un Medico in Famiglia 10, Quando Corre Nuvolari, Il Confine, Maratona di New York e Tutto può succedere 2. Dalla televisione al teatro, passando per il cinema. Sono tanti gli impegni di Edoardo Purgatori, ma soprattutto è grande la sua passione per il mestiere dell’attore ed è immenso il suo amore per il teatro e il cinema. UrbanPost l’ha intervistato in esclusiva per sapere cosa bolle in pentola ed avere alcune anticipazioni.

Tra poco andrà in onda l’ultima puntata di Un Medico in famiglia 10, ci sarà una nuova serie? Parteciperai?

Non so personalmente se ci sarà una nuova stagione. So che Eleonora Andreatta, a capo di Rai Fiction,  durante la conferenza stampa di presentazione aveva detto che avevano già un soggetto di serie pronto. Non è stato ancora confermato o smentito nulla e non saprei  dirti … . So che avevano preparato qualcosa…  Vorresti continuare, eventualmente a far parte del cast? Sì, dipende dalla storia, da come si evolve il personaggio. Come vorresti evolvesse? Non lo so, quello che ho visto è che fino adesso con Emiliano c’è stata la possibilità di avere atti narrativi molto interessanti e che non erano sempre costanti. Nella mia prima stagione c’è stato un bel filone di storia sul tema dei tatuaggi, poi nella nona serie si è parlato di droghe e in questa più di questioni di crescita a livello personale. Bisogna vedere cosa hanno intenzione di scrivere… Su due piedi non lo so, però sarei molto curioso di vedere che direzione gli fanno prendere

Come è stato lavorare sul set dell’amatissima fiction di Rai 1?

E’ stata una bellissima esperienza. Loro lavorano insieme da più di 15 anni. Entrare a far parte del cast è stato molto piacevole e bello. Vivere il set è come vivere in una grande famiglia. Negli anni, sono tre anni che faccio anche io la serie, a prescindere dagli attori, anche con la troupe e le persone che lavorano c’è sempre stato un bellissimo clima.

Adesso sei sul set di Tutto può succedere 2, cosa ci puoi raccontare in merito a questa novità?

Non posso dirti nulla se no mi fanno causa… (ride) Faccio parte della seconda stagione, interpreto Valerio che è un pediatra … Quando saremo vicini alla Primavera 2017, penso che sia quella la data di uscita della serie, si scoprirà sicuramente di più. Per ora questo è tutto quello che posso anticipare… 

Un Medico in Famiglia ultima puntata

Edoardo Purgatori ritratto da Michael Whirley

E’ sicuramente un momento molto positivo per te e per il tuo lavoro. Ci puoi raccontare di tutti i progetti che hai in ballo svelandoci qualche anticipazione per ciascuno?  

Un Medico sta per finire, ma c’è ancora l’ultima puntata da vedere. Il prossimo impegno sarà, invece, uno spettacolo a teatro. Il titolo è Maratona di New York ed è di Edoardo Erba con la regia di Maurizio Pepe. In scena con me c’è Marcello Paesano. Saremo dal 6 al 18 dicembre al teatro Argò di Roma. Il testo è un testo molto particolare, non so se conoscete la storia di Aspettando Godot di Samuel Beckett … perché c’è qualcosa di simile. I due personaggi si stanno allenando per la maratona che vorrebbero fare e mentre si preparano chiacchierano fra loro fino a quando accade qualcosa di particolare pronto a sconvolgere tutto. Insomma noi in scena corriamo tutto il tempo e il pubblico è chiamato a seguire le chiacchiere dei due amici che si preparano per il raggiungere il loro obiettivo per un’ora di corsa. La grande svolta finale, però, non posso anticiparla (ride). Vale la pena venirlo a vedere. E’ il primo spettacolo che facciamo con la mia compagnia, The Shape of Water, è un bel progetto e lo porteremo anche all’estero:  in Germania e Inghilterra. Abbiamo tante richieste e sono contento che la gente stia tornando a teatro. Una delle mie più grandi passioni.
Dopo dovrebbe uscire Il Confine, di Carlo Carlei. Film in due puntate su Rai con Alan Cappelli Goetz, Caterina Shulha e Filippo Scicchitano. E’ una storia con una tematica molto importante: la prima guerra mondiale ovvero un capitolo devastante per la nostra storia. Verranno raccontate le vicende di tre ragazzi giovani, si parla soprattutto di tutti ragazzi fra i 18 e i 26 anni, che per forza maggiore si ritrovano in una situazione più grande di loro. Ragazzi che speravano che fosse una guerra lampo ed invece è durata molto di più di quello che si aspettavano. Io interpreto uno degli alpini della brigata di Scicchitano. Il film per come l’ha strutturato Carlei è un po’ come  Il Cacciatore, che è diviso in tre parti, prima, dopo, durante e ti porta così a seguire tutti i personaggi, i loro cambiamenti e come vengono influenzati dagli eventi. La prima puntata sarà il pre- guerra e poi si vedrà quando scoppia la guerra e i sentimenti dei vari personaggi protagonisti e i loro cambiamenti. 
Successivamente arriverà Tutto può succedere 2, e a febbraio uscirà, pare, il film che ho fatto sulla vita di Tazio Nuvolari che si intitola Quando corre Nuvolari di Tonino Zangardi. E’ stato un progetto molto interessante perché abbiamo raccontato la storia del famosissimo pilota e quelli che sono un po’ i retroscena della vicenda. Io interpreto Achille Varzi che è il miglior amico e maggior rivale di Nuvolari. Si dice che Nuvolari era il fuoco e Varzi era il ghiaccio per come si contrapponevano. Nel cast c’è: Alessandro Haber, Linda Messerklinger e Brutius Selby che è veramente molto simile a Nuvolari. Zangardi ha fatto un ottimo lavoro. 

Di tutti questi personaggi quale ti ha dato modo di fare qualcosa che ancora non avevi fatto, ti ha dato più soddisfazioni?

Forse proprio quelli di Varzi in Quando corre Nuvolari. Per la prima volta ho interpretato un ruolo, a parte Nino Bixio in Anita Garibaldi, storico, il ruolo di un personaggio realmente esistito. Siccome la storia di Varzi è stata insabbiata, offuscata e nascosta perché il pilota era diventato dipendente dalla morfina e dopo aver rubato la moglie del suo compagno di squadra, continuava a far uso di droghe insieme a lei, insomma perché il pilota, in epoca fascista, non era di certo un esempio per la popolazione, non era cioè un personaggio adatto alla propaganda, è stato bello fare ricerche su di lui, cercare di scoprirlo sempre di più. E’ stata una vera e propria caccia al tesoro capire chi fosse. Mi ha aiutato tantissimo il giornalista Giorgio Terruzzi. L’ ho contattato su Facebook dopo aver scoperto che aveva scritto un libro si Varzi e lui è stato gentilissimo e disponibilissimo a chiacchierare con me. Mi ha consigliato di andare a Galliate e là sono stato accolto dal club. All’interno del Castello sforzesco di Galliate c’è oltretutto questo museo con vestiti e giacche originali di Varzi, immagini, filmati… e lì ho tratto un sacco di spunti. Il lavoro che ho fatto è stato di grande ricerca e questo mi ha dato grande soddisfazioni. Ho conosciuto così un nuovo mondo.

Un medico in Famiglia ultima puntata

Quando hai iniziato a recitare e quando hai capito che poteva essere la tua strada?

Un po’ per divertimento.  Io ho fatto la scuola tedesca ed ho iniziato un po’ così perché mi divertiva. In casa io, mio fratello e mia sorella più piccoli giocavamo a interpretare 007 o Guerre Stellari, quindi quando a scuola si è presentata la possibilità mi sono detto “ok posso farlo anche lì perfetto…”. Poi è stato un modo per conoscere ragazze, perché a recitare c’erano un sacco di ragazze della scuola.  Quando ho realmente iniziato è stato come se mi avesse morso qualcosa… gli inglesi dicono “bed bags” per dire che ti ha colpito qualcosa… . Non ho più smesso. Ogni volta non vedevo l’ora che a scuola ci fosse il giorno di teatro. Arrivato ai diciotto anni, infine, ho iniziato a fare i primi corsi con insegnanti americani e poi ho deciso di andare all’estero, dopo una breve esperienza all’Università. Nella mia mente ero convinto di fare l’attore. A  diciotto, diciannove anni, quando dovevo prendermi la responsabilità di dire a mio padre che volevo fare l’attore, con lui che non era così d’accordo e voleva che facessi l’Università per avere un piano b non è stato semplice, ho quindi fatto per tre mesi l’Università e poi sono volato all’estero a studiare.  Recitare è proprio un bisogno.  Io ritengo che alla fine le cose che ti riescono meglio siano le cose che senti come una necessità.. li sì c’è passione e amore e la gente se ne accorge. Si vede se la gente ama quello che fa… è una cosa che traspare in qualsiasi mestiere. 

Un Medico in Famiglia ultima puntata

A parte tutti i progetti  di cui ci hai parlato poco fa c’è qualcosa che vorresti fare in un prossimo futuro?

Assolutamente. Io ho tre cose in mente per i prossimi due anni. In primis voglio continuare a fare progetti con la mia compagnia e provare a fare una regia. Tennessee Williams è uno dei mie autori preferiti. Voglio fare uno spettacolo teatrale con due suoi atti unici. Dei tanti ce ne sono due che mi hanno colpito per tematica ed attualità. Forse vorrò anche recitare in uno dei due… . Poi siccome mio fratello ha deciso di intraprendere questa strada ed ora è in America come assistente personale di Sollima per il film Soldato, visto che lui in generale si dedica anche regia e sceneggiatura, quello che potremmo fare nei prossimi due anni sarebbe un film  diretto da lui e interpretato da me.  Lui ha già la sua produzione, la Red Penguin. L’idea potrebbe essere quella di fare un progetto in famiglia: scritto da mio padre, diretto da mio fratello e interpretato da me. Infine vorrei continuare a lavorare a livello internazionale. 

C’è qualcosa che nessuno ti ha mai chiesto ma di cui tu vorresti parlare?

Interessante … un po’ tipo alla Marzullo: “fatti una domanda e datti una risposta”… mi cogli .. no impreparato no… però ci devo pensare un attimo.  Io sono una persona a cui piace parlare e tendo a dire le cose a cui tengo….  Sto riflettendo… .. (ride) C’è qualche domanda che non hai mai fatto ad un attore  e che vorresti fare? …. Te la rigiro così riflettiamo tutti e due …. (ride). Forse una cosa scontata, che uno non chiede mai nessuno, ma poterei chiedermi se sono felice del percorso che sto facendo. La risposta sarebbe: Sì lo sono… Con tutte le difficoltà, sono molte contento per il percorso che sto facendo. Amo quello che faccio e sono molto felice. Il duro lavoro alla fine ripaga sempre. 

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