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EFBET arriva in Italia: il controverso colosso bulgaro con licenza per operare in Italia

Sembra ormai chiaro che il colosso bulgaro delle scommesse sportive EFBET abbia deciso di espandersi seriamente in Europa. 

È molto recente infatti la notizia dell’acquisizione della licenza AAMS, valida sia per i casinò online sia per le scommesse sportive.

La licenza italiane si va ad aggiungere ad una sempre più importante lista di licenze europei acquisite dal colosso bulgaro. Prima dell’Italia infatti è stato il turno della Spagna, della Romania, della Serbia e, ovviamente, della Bulgaria.

Qual è il motivo di questa manovra? Gli analisi sono unanimi sulla questione: Efbet sta cercando di diffondere il proprio marchio nei paesi in cui il gioco d’azzardo online è più popolare.

La società è pronta per affrontare gli agguerriti competitor. Se infatti si è sempre contraddistinta per generosi bonus e promozioni dedicate ai propri clienti, EFBET è pronta anche ad adattarsi su quelli che sono gli elementi più importanti nel mercato delle scommesse in Italia:

  • Pagamento rapido dei profitti
  • Programma fedeltà
  • Probabilità elevate
  • Prodotti di scommesse eccellenti
  • Buona varietà di bonus
  • Una piattaforma sicura e protetta

Boyan Naydenov, direttore operativo di Efbet, è molto ottimista sull’argomento, ed è sicuro che la compagnia sia pronta ad affrontare il mercato europeo.

Come pensa di muoversi ora Efbet 

La documentazione AAMS è stata firmata il 17 Ottobre 2019. Questo vuol dire che EFBET ha 10 mesi per mettersi in regola al 100% secondo quelle che sono le regolamentazioni italiane. Solo allora potrà effettivamente operare.

Il team di sviluppo della compagnia, tuttavia, è fiducioso di raggiungere tale risultato molto prima. Si parla di Aprile 2020, periodo in cui sia il sito che la versione mobile di Efbet saranno tecnicamente validi e soddisferanno gli standard stabiliti dall’organismo di regolamentazione.

Conclusioni 

Negli ultimi anni sono cambiate molte leggi sul gioco d’azzardo nel sistema legislativo italiano. Tutti i cambiamenti avevano come obiettivo quello di porre la massima attenzione sull’argomento, in quanto sono molto probabili le ingerenze della criminalità organizzata.

Per questo motivo EFBET grazie all’acquisizione della licenza AAMS non avrò nulla da temere e potrà approcciarsi alla clientela italiana nel massimo rispetto della regolamentazione vigente.

 

I principali leader nel mondo del Gioco d’Azzardo Online in Bulgaria Collegati a Scandali Razzisti Durante Partite di Calcio e Riciclaggio di Denaro

Lo scorso Ottobre si è disputata la partita Bulgaria – Inghilterra.

È successo di tutto, purtroppo poco a che vedere con il calcio giocato: la cronaca nera, purtroppo, prende il sopravvento su quella sportiva. 

Fuori dallo stadio (Vasil Levski Stadium) perde la vita un tifoso inglese di 32 anni. In campo, invece, a tener banco è il razzismo di parte dei tifosi bulgari nei confronti dei giocatori di colore della nazionale inglese (Raheem Sterling in particolare).

Dopo pochi minuti dall’inizio della partita sono iniziati odiosi “buu” razzisti da parte di un nutrito gruppo di ultras bulgari nei confronti di Sterling. L’arbitro Babek ha interrotto due volte il match, e alla mezz’ora, secondo il protocollo Uefa, l’altoparlante dello stadio ha diffuso l’annuncio di “warning”. 

A poco è servito l’intervento del capitano bulgaro Ivelin Popov. Il giocatore è andato a parlare con gli ultras, a causa del continuo comportamento scorretto dei suoi tifosi che durante i primi 45 minuti hanno fatto più volte il saluto romano e mostrato maglie col motto Uefa (“Respect) vergognosamente modificato in “No Respect”.

La cosa incredibile è che quello che abbiamo visto contro l’Inghilterra non è il primo caso di razzismo collegato al mondo del calcio bulgaro. 

Durante le qualificazioni ai Campionati Europei nel 2011, ad esempio, la Bulgarian Football Union (BFU) è stata multata a causa del comportamento razzista dei tifosi nei confronti di alcuni giocatori inglesi. 

Due anni dopo, la società di calcio bulgara Levski Sofia è stata multata per quasi 20.000 euro dopo che i tifosi hanno alzato striscioni con svastiche e altro augurando a Hitler un felice compleanno. 

Purtroppo, nonostante i numerosi avvertimenti e sanzioni nei confronti della lega bulgara, il razzismo continua a essere ancora un problema molto radicato.

Gli ultimi avvenimenti hanno avuto una risonanza maggiore, riuscendo a sconvolgere anche la società civile, non solo calcistica.

La Football Association (FA) inglese ha dichiarato:

“Possiamo confermare che i giocatori dell’Inghilterra sono stati sottoposti a orribili canti razzisti mentre giocavano alle qualificazioni Euro 2020 contro la Bulgaria. Questo è inaccettabile a qualsiasi livello del gioco e la nostra immediata azione è volta a supportare i giocatori e il personale coinvolti. Come tristemente sappiamo, questa non è la prima volta che i nostri giocatori sono stati sottoposti a questo livello di abuso e se non c’è posto per questo tipo di comportamento nella società, figuriamoci nel calcio. Chiederemo alla UEFA di indagare con urgenza “.

Dopo questi avvenimenti il primo ministro bulgaro ha chiesto ufficialmente, e ottenuto, le dimissioni del presidente del Bulgarian Football Union (BFU), Borislav Mihaylov:

“Esorto Borislav Mihaylov a dimettersi immediatamente come presidente dell’Unione calcistica bulgara! È inaccettabile per la Bulgaria, che è uno dei paesi più tolleranti al mondo – dove persone di diverse etnie e religioni vivono in pace – essere associata al razzismo e alla xenofobia.”

Boyan Naydenov con l’ex presidente dell’Unione calcistica bulgara Borislav Mihailov

Più tardi, poco dopo la conferma delle dimissioni di Mihaylov, oltre 20 agenti di polizia hanno fatto irruzione nel quartier generale della BFU a Sofia. Secondo il portavoce del procuratore capo bulgaro, l’inchiesta collega l’ex presidente della BFU con reati di corruzione, nomina di arbitri in partite di calcio e altri gravi crimini contro lo sport.

Lo scandalo razzista tuttavia è solo una parte. I recenti avvenimenti infatti sembrerebbero aver confermato lo stretto legame tra il calcio bulgaro e la criminalità organizzata.

Gli ultras bulgari sarebbero guidati, nelle loro azioni, direttamente dalla malavita, che deciderebbe dove e quando agire, avendo come unico scopo quello di creare caos e confusioni in determinati eventi sportivi.

Sospettando uno scenario di fondo, anche le forze speciali hanno indagato sugli sponsor e sulle aziende che negli ultimi anni hanno investito nel calcio bulgaro.

Mentre le forze speciali venivano riunite, è stata indagata la possibilità che uno dei più grandi boss del gioco d’azzardo nel paese – Stefan Naydenov – fosse coinvolto nell’episodio. 

Non è solo accusato per vari episodi di corruzione sportiva, ma diverse fonti riportano anche che Naydenov abbia coinvolto niente meno che Mario Kostrukov – l’ex capo del Dipartimento della BFU che combatte da molto tempo contro le partite truccate.

Cvetomir Naydenov dal Palazzo Nazionale di Giustizia

Cvetomir Naydenov, insieme ai suoi figli Boyan e Cvetomir Naydenov, gestisce una delle più grandi compagnie di gioco d’azzardo dell’Europa orientale: Efbet. Il marchio è di proprietà di “Brobet LTD” ed è tra i principali sponsor del calcio in Bulgaria. 

Proprio per questo motivo è stata al centro, nell’ultimo periodo, di un enorme scandalo che ha rivelato un buon numero di violazioni della legge sul gioco d’azzardo in Bulgaria e della legge sulla limitazione dei pagamenti in contanti (LCPA) compiute sistematicamente dai proprietari di Efbet.

Il 4 ottobre 2019, gli agenti dell’Agenzia statale per la sicurezza nazionale (SANS) hanno preso possesso dell quartier generale di Efbet. 

La notizia è rimbalzata su tutti i media locali e internazionali, diffondendo moltissime informazioni sull’accaduto e collegando la la famiglia Naydenov alla corruzione, al riciclaggio di denaro e ad altri crimini finanziari.

Inoltre, secondo informazioni non ufficiali fornite dai servizi, i nomi dei proprietari del bookmaker erano anche collegati a persone che fanno parte del crimine organizzato non solo in Bulgaria ma anche in altri paesi europei. 

Tuttavia, la storia di Efbet non finisce qui.

Cvetomir Naydenov supporta la sua squadra del cuore con gli Hooligans

Un mese dopo il raid SANS, una nuova indagine segreta maltese avrebbero trovato un collegamento rumeno e bulgaro con il riciclaggio di denaro sporco. In questa indagine, spiccavano i nomi della famiglia Naydenov e della loro società di gioco.

Indagini simili su “Brobet” sono iniziate anche in Grecia, Romania e Italia. E mentre le informazioni della polizia maltese hanno evidenziato che i bulgari sono collegati con la mafia italiana in Sicilia e a Milano, alcuni giornalisti britannici e greci hanno sottolineato che Stefan Naydenov e i suoi figli facevano parte di piani di corruzione, frodi finanziarie ed evasione fiscale. 

Inoltre, i media britannici hanno riferito che il boss del gioco d’azzardo Stefan Naydenov faceva parte dei servizi segreti comunisti nel suo paese. Ha operato con lo pseudonimo di “Nikolov” ed è stato assunto dall’ufficiale di sicurezza di Stato Kr. Krastev nel 1980.

I due fratelli Naydenov con il padre Stefan noto anche come agente Nikolov

Alla luce di questi eventi, alcuni giornalisti bulgari hanno suggerito che Stefan Naydenov e i suoi figli Boyan e Cvetomir Naydenov hanno investito una parte significativa dei loro profitti non dichiarati in proprietà immobiliari in Grecia e in Italia. Altre reti multimediali, invece, si sono concentrate su casi del passato che rimangono ancora irrisolti. Come l’assassinio di Yordan Dinov, boss e uomo d’affari. Sette anni dopo, ci sono ancora molte domande sull’incidente. 

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