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Egitto bomba in moschea dopo preghiera: strage di fedeli nel nord del Sinai

Aggiornamento ore 18:15 – Secondo quanto riferito dalla tv di Stato egiziana, il bilancio si è drammaticamente aggravato: sarebbero 235 le vittime e oltre 100 i feriti.

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Egitto attacco terroristico contro una moschea sita nel nord del Sinai. Una strage: i morti sarebbero più di 50 e i feriti almeno 75, secondo i dati che arrivano dal posto. Un bilancio provvisorio, destinato inevitabilmente ad aggravarsi. Ne danno notizia fonti della sicurezza e mediche egiziani. Secondo le prime informazioni giunte, l’attacco sarebbe stato condotto facendo esplodere un ordigno all’interno del luogo di culto e sparando sui fedeli che fuggivano in preda al panico dopo la deflagrazione. L’attentato è avvenuto oggi, venerdì 24 novembre, durante la preghiera del venerdì islamico.

L’edificio religioso colpito è la moschea di Bir al-Abed, a ovest della città di Arish, nella regione del Nord Sinai, in Egitto. Il commando armato è entrato in azione collocando ordigni artigianali intorno al luogo di culto, e facendoli esplodere all’uscita dei fedeli, dopo la preghiera del venerdì, un giorno sacro per i musulmani. I terroristi hanno poi aperto il fuoco contro chi, sopravvissuto all’esplosione, cercava di mettersi in salvo. Il commando non è ancora stato identificato, ma si è appreso che le autorità avrebbe dei forti sospetti che dietro la strage ci sia la firma di gruppi islamisti attivi nella regione.

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Fonti locali hanno riferito all’Ansa che “La moschea colpita è frequentata dalla tribù Sawarka, la maggiore del nord del Sinai e, in generale, conosciuta per la sua collaborazione con l’esercito e le forze dell’ordine” nella lotta contro l’Isis. Non paghi, i terroristi – secondo quanto riferito dal responsabile dei soccorso al canale Extra News – avrebbero aperto il fuoco anche sulle ambulanze arrivate sul luogo dell’attentato per prestare i soccorsi ai feriti. Spari che quindi hanno ostacolato e rallentato le operazioni di soccorso. Al momento non è giunta alcuna rivendicazione dell’attacco. Il presidente egiziano al-Sisi ha convocato una riunione d’emergenza con i responsabili della sicurezza.

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