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Egitto, “giorno della rabbia” con proteste violente e morte

Questo venerdì, in tutto l’Egitto, le proteste dei sostenitori dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi sono diventate violente. E così nel “giorno della rabbia”, proclamato dai Fratelli musulmani, i testimoni raccontano di quattro morti al Cairo mentre nelle altre città del nord se ne contano almeno dodici. Le strade principali del Cairo sono pattugliate da decine di veicoli blindati e la polizia può usare munizioni contro chi minaccia le installazioni statali. In una delle piazze centrali della capitale piazza Ramses, punto nevralgico delle manifestazioni, la polizia ha lanciato anche dei lacrimogeni, lasciando sul campo dei morti e anche diversi feriti. Egitto

Violenti scontri si sono registrati anche ad Alessandria e a Tanta, sul delta del Nilo. I tafferugli odierni sono la conseguenza degli scontri avvenuti mercoledì scorso quando c’è stato lo sgombero al Cairo di due campi di sostenitori di Morsi e che, secondo il Ministero della Salute, avrebbero provocato la morte di quasi 580 persone. Il numero delle vittime, però, è destinato a salire secondo quanto rivelano i Fratelli musulmani che sostengono l’ex presidente e si avvicinerebbe al migliaio.

Questo uso massiccio ed indiscriminato della violenza ha indotto il vicepresidente Mohamed ElBaradei a dimettersi  nel giro di poche ore. Il presidente Barack Obama, dalla località dove sta trascorrendo le vacanze, nell’esclusiva isola di Martha’s Vineyard, nel Massachusetts, ha criticato duramente la violenta repressione delle manifestazioni e oggi, anche il ministro degli Esteri francese, ha fatto sapere che le continue tensioni in Egitto rischiano di agevolare i gruppi estremisti. Fin dalla settimana prossima il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel vogliono riunire i ministri degli Esteri dell’Ue per coordinare la cooperazione con l’Egitto.

 

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