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Egitto scontri in Piazza Tahrir: 91 donne stuprate perché osano manifestare, ma quale vittoria?

Si consuma un paradosso vergognoso in Piazza Tahrir, in Egitto, dove negli ultimi tre giorni, il popolo si è riversato per le strade obbligando colui che incarnava l’immagine del Dittatore a dimettersi. Ma la bellezza nel vedere un popolo che combatte per la propria libertà viene infangata da un inferno silenzioso che non rende onore a chiunque abbia permesso che 91 donne venissero stuprate pubblicamente, fra la noncuranza dei presenti, nelle ultime tre giornate. Uniti contro il Dittatore, uniti nell’infliggere la peggior morte del corpo e della dignità femminile alle proprie sorelle nella lotta.

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Human Right Watch fornisce questa notizia sulla base delle denunce pervenute presso il loro centro egiziano che si occupa di violenza sessuale; questo lascia intuire che le molestie e gli stupri potrebbero essere stati assai maggiori ma, semplicemente, non segnalati. L’organizzazione per i diritti umani paventa due ipotesi di colpevolezza, potrebbe trattarsi di persone che abusano delle manifestanti approfittando della mancanza delle forze dell’ordine solitamente assai presenti e vessatorie ma non si esclude uno scenario ancor più agghiacciante.

C’è la concreta possibilità che si tratti di azioni premeditate e punitive di gruppi organizzati intenzionati a scoraggiare, mediante questo crimine vigliacco, le donne dal manifestare in quella che potrebbe essere una rivoluzione unica nella storia egiziana. Joe Stork, vice direttore per il Medio Oriente di Human Right Watch ha asserito:“gli attacchi sessuali sfrenati di piazza Tahrir evidenziano ancora di più il fallimento del governo e di tutti i partiti politici, incapaci di affrontare un problema acuto nel paese. Questi crimini sono molto gravi e scoraggiano le donne a partecipare pienamente alla vita pubblica del paese”.

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