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Egomnia come funziona: Matteo Achilli è davvero un piccolo Zuckerberg? I numeri che lo inchiodano [FOTO]

Si torna a parlare di Egomnia. L’occasione giusta è quella dell’uscita cinematografica del film The Startup che ha come ispirazione la vera storia di Matteo Achilli, fondatore del social network e insignito della menzione di “Zuckerberg” italiano negli anni passati. Ma cosa è Egomnia? Come funziona? È davvero un risultato “senza precedenti”? Vediamo tutto quello che c’è da sapere.

—> The Startup – Accendi il tuo futuro: Trailer 

Egomnia: qual è il suo obiettivo

Egomnia, il social network ideato dal giovanissimo Matteo Achilli, studente romano di 24 anni e tra le stelle più lucenti della giovane imprenditoria italiana. Obiettivo? Creare un reale collegamento tra il mondo dell’università e quello del lavoro, con un occhio di riguardo per gli stage. Il nome, spiega lo stesso Achilli, nasce dalla crasi di due parole latine che potessero restituire l’idea di un sito personale. Utilizzando Google Translator arriva quindi a Egomnia, neologismo formato dal pronome personale ego (io) e omnia (tutte le cose). L’idea alla base del sito è facilitare il compito di trovare lavoro per i giovani laureandi e laureati italiani. Ma in modo che le loro competenze e le loro capacità vengano valorizzate a pieno. Egomnia si propone, quindi, di “catalogare” le competenze che gli universitari hanno acquisito (o stanno acquisendo) nel corso del loro percorso formativo superiore.

Egomnia come funziona: ecco come iscriversi

Il processo di iscrizione a Egomnia è piuttosto semplice. Basta compilare il form presente nella home page (nome, cognome, indirizzo email e scegliere una password) e cliccare sul pulsante Registrati. Pochi istanti dopo si riceve sull’indirizzo email indicato un messaggio di posta elettronica grazie al quale si può confermare l’iscrizione ed effettuare per la prima volta il login. Una volta dentro si può personalizzare il proprio profilo, completando la scheda personale e aggiungendo il diploma conseguito, eventuali lauree, certificazioni, master, dottorati e le esperienze lavorative già avute. Tutte queste informazioni serviranno al sistema per assegnare un punteggio, grazie al quale le aziende potranno scegliere tra gli universitari più meritevoli e capaci.

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Egomnia come funziona: l’algoritmo

L’algoritmo che calcola il punteggio è realizzato in maniera rigorosa e segue dei parametri molto stringenti. Il punteggio del diploma viene calcolato con la formula [(voto di diploma)*0,4] nel caso di diploma post-riforma; [(voto di diploma)*0,65] nel caso di diploma pre-riforma. Stesso metodo per la laurea, con formule diverse per la laurea triennale – [(Voto di Laurea * 0,6 * Bonus):N° anni] + (Voto di Laurea * 0,6 *Bonus) -, laurea magistrale [(Voto di Laurea * 0,7 * Bonus):N° anni] + (Voto di Laurea * 0,7 *Bonus) e laurea magistrale a ciclo unico [(Voto di Laurea * 1,5 * Bonus):N° anni] + (Voto di Laurea * 1,5 *Bonus).

 

Egomnia: i numeri reali che incastrano Matteo Achilli

Egomnia, come tutti i progetti frutto di start-up, è ancora in una fase di perfezionamento. A partire da criteri più stringenti nell’inserimento dell’esperienza scolastica e universitaria e accumulata. Manca, per esempio, una sezione alle esperienze lavorative vere e proprie degli utenti. È possibile aggiungere solamente stage o tirocini dalla durata massima di 24 mesi. Chiunque possa vantare esperienze lavorative più lunghe che non rientrino nell’ambito di queste forme contrattuali.

Ma a bocciare Egomnia ci pensa Il Sole 24 ore, in un report fatto di numeri e cifre pubblicato nella giornata di ieri. Sul giornale di Borsa e Finanza si legge: “Egomnia ha un capitale sociale di euro 10.000 interamente versato, con socio unico e amministratore unico (Matteo Achilli). La società è stata costituita nel 2012. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 è di circa 44 euro e al 31 dicembre 2014 non aveva dipendenti, mentre al 31 dicembre 2015 ha come costo per il personale dipendente (assunto) 11.543 euro”. E cha continuato: “ Egomnia ha ricavi per circa 314.000 euro con 266.000 euro di costi per servizi. I ricavi sono aumentati da 213.000 a 314.000 euro tra il 2014 e 2015.”

Il tutto per una conclusione senza via di scampo: “La società ha crediti verso clienti per 85.000 euro e debiti in aumento, verso fornitori per 67.000 euro, soci conto finanziamento per 13.000 euro e debiti tributari per 24.000 euro. Fino al 2015 la società è in sostanziale pareggio. Prima di concludere mi fa: “Ti dico che il sito non ha neanche la partita IVA”.

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