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Elda Vannelli, modella per il calendario Beautiful Curvy 2017: “Ho imparato a guardarmi con i miei occhi”

Elda Vannelli è una giovane studentessa di Pedagogia che, per una sfida contro se stessa, si è candidata come modella per il calendario Beautiful Curvy 2017. Vinta la selezione è effettivamente diventata protagonista degli scatti del progetto di Barbara Christmann ed oggi è ambasciatrice di un concetto di bellezza che va oltre i canoni estetici imposti dalla società. UrbanPost l’ha intervistata in esclusiva: ecco cosa ci ha raccontato.

Elda ci puoi raccontare qualcosa di te, la tua storia?
Prima di tutto posso dire che il 28 gennaio prossimo faccio 25 anni; mi sono laureata in Sociologia alla triennale ed ora mi mancano gli ultimi quattro esami per terminare la laurea specialistica in Pedagogia. Purtroppo attualmente lavorativamente parlando sono ferma, ma ho collaborato con diverse cooperative sociali come educatrice per i bambini disabili. Proprio in questo periodo sto sviluppando un progetto contro la violenza sulle donne, ho già trovato delle collaboratrici tra altre sociologhe, legali e medici, il team è già pronto sostanzialmente quindi sto aspettando che vengano stanziati dei fondi per poter dare vita al progetto. Si occuperà sia di sostegno psicologico che legale come fisico, quindi sarà molto articolato. Nello specifico vorrei si imparasse a capire tutto il processo di violenza sulle donne, fin dagli input iniziali. Esistono infatti diversi stadi che molto spesso le persone non riconoscono poiché non li conoscono. Ed è quello che avviene un po’ anche alle ragazze curvy, si tratta di violenza psicologica. Io per prima ho avuto una relazione in passato che mi ha logorato, che mi ha resa insicura poiché la violenza psicologica lede la tua persona; ed è pericoloso soprattutto quando questo avviene alle ragazze adolescenti perché quelli sono gli anni che ti formano maggiormente. La mia relazione tra i 14 e i 19 anni è proprio quella che maggiormente mi ha segnato.

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In che modo ti ha segnato questa relazione?
Io ero costantemente umiliata ad esempio. Anche in mezzo alla famiglia il mio ex fidanzato diceva “Mamma prendi il metro e misura Elda, è quanto una lavastoviglie” e per una ragazzina di 15 anni è davvero umiliante come i vari “Gabibbo”. Sono situazioni che crescendo provocano delle insicurezze profonde, io le chiamo “piccole gocce cinesi” perché è così che le ho avvertite su di me. A volte c’è un po’ di superficialità in queste situazioni; magari racconti ad una tua amica che quella persona ha detto questo o quest’altro ma lei ti risponde di non prendertela perché stava scherzando. Magari quella cosa presa singolarmente può sembrare niente di che però unita a diversi fattori, gesti, parole logorano. Solo ora sto cercando di superare questi blocchi, perché anche dopo questo mio ex fidanzato non è andata meglio. Ad esempio un ragazzo ha concluso una frequentazione con me proprio adducendo al mio fisico e che se io dimagrissi potrei diventare la donna della sua vita. Senza contare quelli che ti dicono che hai un bel viso, sostanzialmente facendo capire che il resto è da buttare. Quello che è importante capire in questi casi è che sembra che la fine di una storia sia per il fatto che io sia in carne, facendomi pensare che io non vado bene così come sono. E non è vero, semplicemente non piaccio a te. Però questa è una consapevolezza alla quale sono arrivata solo dopo aver incontrato Barbara [Christmann] e ad aver conosciuto il progetto.

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Come è stata l’atmosfera tra voi?
Non posso nemmeno spiegarti il sostegno che si è creato tra di noi e la voglia che abbiamo nell’aiutare gli altri che sono nella nostra stessa situazione. Lì puoi sentire che non sei sola a vivere una determinata situazione, con loro puoi confrontati e consigliarti. Io ora sono da poco fidanzata, a lui piaccio così come sono ma a volte ho ancora dei blocchi che mi sono rimasti dal passato. Per via di tutta quella violenza psicologica alla fine sono diventata una persona fredda, ero chiusa in me.

Malgrado tutto questo hai fatto però una scelta coraggiosissima, quella di candidarti per Beautiful Curvy: come mai?
Non è stata certamente una scelta facile, è stato un mettersi in gioco; con questo spirito ho fatto la domanda per la partecipazione, per tentare. Quando poi ho visto che ero stata scelta per fare i casting a Milano, fu un’emozione enorme, non ci potevo credere. Ti lascio immaginare quando ho visto di essere stata scelta per il calendario e quindi come ambasciatore del progetto Beautiful Curvy 2017. Per me e mia madre è stata una sorpresa, siamo scoppiate a piangere perché in un certo senso è stato un riscatto. I miei chili sono sempre stati considerati di troppo, una rovina alla mia bellezza secondo alcune persone che ho incontrato nella mia vita. Essere ora sul calendario di un progetto così importante è stata una vittoria.

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Ci racconti come hai affrontato le giornate sul set?
Io sono molto timida, quindi all’inizio ero tesa. Quando ho visto poi che lo spirito sul posto era molto rilassato, di condivisione e che le più esperte ci davano una mano, mi sono rilassata. Ci si faceva complimenti a vicenda, un’atmosfera positiva che si sta mantenendo tuttora, ci sentiamo tutti i giorni per un forte supporto reciproco. Quando ho fatto la prima foto, del mese di aprile, ero molto tesa. Sono a terra con un pantaloncino e non è stato facile perché gambe e sedere sono la mia parte più curvy. A terra con questa parte in evidenza, ero a disagio. Chiedere di spostarmi sarebbe stata una sciocchezza poiché sarei andata contro gli ideali del progetto, di accettazione e di non doversi nascondere. Ora è diventata la mia preferita. Ho superato un mio blocco, così come quando ho pubblicato una mia foto con un tubino, che mette in risalto le gambe. Questo progetto mi ha insegnato a guardarmi con i miei occhi e non con quelli degli altri. Fondamentale è non imbrigliare la bellezza in una taglia senza dimenticare di prendersi cura di sé, facendo sport e prestando attenzione alla propria alimentazione. Bisogna imparare ad amarsi così come siamo.

Cosa consigli alle ragazze giovani, curvy, che affrontano ogni giorno un mondo in cui accettarsi non è facile?
Ho fatto proprio per questo la candidatura al progetto, per le ragazze più giovani. E’ fondamentale che attraverso i media infatti si cominci a far passare un concetto di bellezza che non è quello canonico, perché è ciò che viene legittimato. Per queste ragazze può essere di grande aiuto vedere su un calendario, in tv o su un giornale donne che le rappresentino e che le facciano sentire meno fuori luogo.

Grazie

Credit Foto: Beautiful Curvy

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