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Elena Ceste figlia: Elisa Buoninconti vittima di stalking, indaga la magistratura

Caso Elena Ceste news: la figlia Elisa sarebbe stata vittima di stalking per circa tre mesi. A perseguitarla e pedinarla una presunta ‘amica’ del padre, Michele Buoninconti, che sta scontando la condanna definitiva a 30 anni di reclusione perché riconosciuto in tutti e tre i gradi di giudizio colpevole dell’omicidio della moglie, avvenuto nella loro casa di Costigliole d’Asti la mattina del 24 gennaio 2014.

L’indiscrezione era già circolata nel 2018 ed oggi ha trovato conferma ufficiale. La donna che avrebbe ripetutamente infastidito la figlia oggi maggiorenne di Elena Ceste avrebbe 57 anni: lei, tale Marilinda, avrebbe infastidito Elisa facendole pressioni psicologiche, avvicinandola fuori da scuola ed inviandole messaggi via Facebook per indurla a scrivere a suo padre in carcere e difenderlo dall’accusa di omicidio. Padre che, com’è noto, è stato ripudiato dai quattro figli che mai gli hanno fatto visita in carcere e che hanno scelto di non avere più alcun rapporto con lui. La notizia è stata confermata anche dall’Ansa con questa agenzia: “La figlia di Elena Ceste, la donna uccisa a Costigliole d’Asti nel 2014, è parte lesa di una vicenda di stalking che è stata portata al vaglio del tribunale di Asti. Elisa Buoninconti, da poco diciottenne, sarebbe stata vittima di una persecuzione operata da un’amica del padre, Marilinda Gimelli, 57 anni, pisana, che la avrebbe bersagliata per tre mesi di telefonate, messaggi e richieste di incontro con il genitore. Michele Buoninconti, padre di Elisa e marito di Elena Ceste, è stato condannato a trent’anni di carcere per l’omicidio e sta scontando la pena”.

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Il fatto è stato commentato con queste parole da uno dei legali della famiglia Ceste, Debora Abate Zaro: “Se il procedimento andrà avanti ci costituiremo parte civile. Chiederemo un risarcimento simbolico di un euro perché, da quella donna, Elisa dice di non volere nulla”. L’indagata, secondo quanto è stato ricostruito, voleva convincere Elisa a riallacciare il rapporto col genitore e per farlo l’avrebbe pedinata e perseguitata nonostante i suoi dinieghi. I quattro ragazzini sono stati affidati dal tribunale dei Minori ai nonni materni, con i quali vivono.

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