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Elena Ceste, il giallo dei suoi occhiali: Michele dà due versioni diverse, perché?

Tra le innumerevoli contraddizioni in cui è caduto Michele Buoniconti nel ricostruire i fatti verificatisi la mattina del 24 gennaio scorso, giorno della scomparsa di sua moglie, Elena Ceste, vi è quella che riguarda gli occhiali da vista della donna. Ad oggi ciò che sappiamo al riguardo scaturisce solo dalla versione di Michele, giacché non esiste alcun testimone in grado di confermare o confutare le sue parole. Quindi la Procura di Asti parte dalle sue deposizioni per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti accaduti durante la mattina della scomparsa. Michele, al momento unico indagato per l’omicidio di Elena, ha sempre raccontato che sua moglie era andata via di casa nuda, senza occhiali ed in preda al delirio.

Il 26 gennaio confidò al parroco di Costigliole, don Roberto Zappino, di aver ritrovato quella mattina i vestiti di sua moglie poggiati sul terreno davanti al cancello e di averli messi in auto. Gli disse poi di essersi accorto solo in un secondo momento che gli occhiali erano in mezzo ai vestiti che aveva riposto in macchina. Versione poi da lui ribaltata quando, intervistato dalla trasmissione di Rai 3, “Chi l’ha visto?”, disse invece di aver ritrovato gli occhiali di Elena vicino al cancello di casa, per terra, accanto ai vestiti.

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Due gli interrogativi che attanagliano gli inquirenti: per quale ragione Michele ha raccontato due versioni così diverse, e perché, una volta trovati gli abiti poggiati sul terreno umido, li ha riposti in auto? E gli occhiali di Elena, dove Michele li ha realmente trovati?

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