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Elena Ceste, il marito intervistato in carcere: “Fatemi rivedere i miei figli”

Parla il vigile del fuoco a pochi giorni dalla decisione del Tribunale dei minori di togliergli la patria potestà sui suoi quattro figli, quando manca poco alla sentenza del processo con rito abbreviato che lo vede imputato: “Fatemi rivedere i miei figli” – dice visibilmente commosso il 45enne accusato di avere ucciso la moglie Elena Ceste – “Come sto in carcere? Male. Mi sento provato, molto provato”.

Le parole di Michele Buoninconti raggiunto in carcere da un giornalista de La Stampa sono accorate, disperate: “Soffro di una angosciante nostalgia dei miei quattro figli. Il mio unico sogno è quello di poterli rivedere, anche per poco, anche per una mezz’oretta, e poter loro parlare, abbracciare, baciare uno a uno, sentire di nuovo le loro voci. Mi mancano da morire, non li vedo dal giorno in cui mi hanno messo le manette”.

È la prima volta che Buoninconti parla da quando è stato tradotto nel carcere di Verbania, il 29 gennaio scorso. Chiede dei figli e si domanda cosa sentano dire sul suo conto – “Non so che tipo di informazioni sul padre ricevono ogni giorno, io mi sarei auspicato una vera neutralità, per non condizionarli in alcun modo, spero sia così” – nella casa dei nonni materni, dove vivono. Buoninconti nei giorni scorsi ha firmato il ricorso per opporsi alla sentenza del Tribunale nel disperato tentativo di poterli rivedere e attende la sentenza del processo, prevista per il 4 novembre.

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