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Elena Ceste, il terriccio sui vestiti: la prova regina che ha incastrato suo marito Michele

Non solo le intercettazioni ambientali avrebbero incastrato Michele Buoninconti. Il marito di Elena Ceste avrebbe compiuto tantissimi passi falsi secondo gli inquirenti, convinti che l’uomo, fin dai primi momenti seguiti alla morte della moglie, abbia inscenato un depistaggio curato fin nei minimi dettagli e portato avanti per ben un anno.

Ma quali indizi hanno portato il gip Giacomo Marson a predisporre l’arresto di Michele? I vestiti di Elena. Michele – dice l’ordinanza di arresto – si è contraddetto ben 5 volte quando ha dato la sua versione dei fatti relativa al ritrovamento dei vestiti di Elena. Ha sempre detto agli investigatori di aver ritrovato quegli indumenti poggiati sul terreno davanti casa, proprio vicino al cancello di ingresso. Abiti ed occhiali da vista che Michele ha consegnato alla polizia in tempi diversi e con fare ambiguo. Abiti che in realtà Elena non indossò mai, freschi di bucato, come accertò a suo tempo una perizia. Su quei vestiti tuttavia gli inquirenti hanno trovato del terriccio ritenuto non compatibile con quello del cortile circostante l’abitazione di Buoninconti.

Dopo mesi di sopralluoghi e raffronti accurati, gli esperti sono giunti ad una clamorosa scoperta: quei residui di terra sugli indumenti di Elena Ceste sarebbero composti da minerali (ferro e zinco), gli stessi che si trovano proprio nel canale di scolo del rio Mersa, dove lo scorso 18 ottobre furono rinvenuti i poveri resti della donna. Sarebbe proprio questa la prova regina in virtù della quale la procura di Asti non ha avuto più dubbi nel ritenere che proprio Michele Buoninconti portò sua moglie, ormai senza vita, in quel canale.

Michele Buoninconti carcere

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