in ,

Elena Ceste: Michele Buoninconti colpevole vs. Michele Buoninconti innocente, tesi a confronto

Dopo quasi un anno dalla scomparsa di Elena Ceste e poco più di 2 mesi dal ritrovamento del cadavere, il corpo della mamma di Costigliole d’Asti non potrà dire nulla più sul mistero della morte della donna, e il killer non ha ancora né un volto né un nome. Tutti i sospetti cadono sull’unico indagato dell’omicidio, Michele Buoninconti, marito della donna, ma a suo carico vi sarebbero solo deboli indizi, nessuna prova. Il dibattito sulla colpevolezza o innocenza dell’uomo è ancora aperto. Ecco le due tesi a confronto.

Michele Buoninconti, colpevole perché: era geloso, tanto da non sopportare che la moglie frequentasse Facebook e vecchie amicizie maschili. Ancor meno le nuove, delle quali sarebbe venuto a conoscenza non nella notte tra il 23  e il 24 gennaio 2014, ma molto prima, ad ottobre 2013, quando lei sarebbe risultata, infatti, assente dal social per un periodo. Poi ci sono i messaggi che potrebbe aver letto nel cellulare della donna. L’avrebbe uccisa poi, nella notte del 23 gennaio, dopo averla tormentata perché confessasse i presunti tradimenti o le semplici simpatie. La mattina dopo, prestissimo, si sarebbe disfatto del corpo nell’area circostante, che ben conosceva. Inoltre, sarebbe stato perfettamente consapevole, essendo un pompiere d’esperienza, che su un corpo nudo nell’acqua non resta praticamente alcuna traccia. Poi avrebbe inscenato la scomparsa, attirando l’attenzione della vicina Marilena e di altre famiglie, circolando alla ricerca della moglie con la macchina, gettando la colpa su estranei. A dare manforte a questa ricostruzione, le contraddizioni e le dichiarazioni dell’uomo, tra le quali ricordiamo: “da quel mucchietto d’ossa non tireranno fuori niente”.

Michele Buoninconti, innocente perché: si è sempre dichiarato convinto della fedeltà della moglie e ignaro di tutti i messaggi che lei scambiava con altri, sms che, ad ogni nodo, riterrebbe innocenti e senza malizia. Amava Elena, che era una casalinga modello, tutta dedita all’orto e ai 4 bambini. E’ un pompiere, conosce bene il territorio, dunque se avesse voluto nascondere il cadavere di un delitto, perché gettare il corpo a pochi km da casa? Per di più buttandolo in un canale con poca acqua e non nel Tanaro, fiume importante, dalle acque profonde? Inoltre, fin dal principio, non ha voluto avvocati, anche se necessariamente gliene è stato affidato uno d’ufficio. per finire, è un uomo estremamente religioso e la sua fede gli avrebbe impedito di compiere un gesto così orribile.

 

Traghetto in fiamme ultimi aggiornamenti: incendio ancora in atto, nave alla deriva verso l’Albania

Veronica Panarello si lamenta in carcere

Andrea Loris Stival, Veronica Panarello si lamenta in carcere: “Che brutto Natale”