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Elena Ceste, Michele Buoninconti figli: ricorso a Corte Strasburgo per riuscire a vederli

Michele Buoninconti non si arrende. Condannato in primo grado a 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste, il vigile del fuoco 45enne non accetta di aver perso la patria potestà sui suoi 4 figli (che non vede dal giorno dell’arresto, 29 gennaio 2014) e, dopo il rigetto da parte del giudici della Corte d’appello di Torino che gli hanno negato la possibilità di incontrarli in carcere, ha deciso di far ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Ne ha dato notizia il legale di Buoninconti, Enrico Scolari: “La Corte ha esaminati altri ricorsi simili al nostro e s’è pronunciata in modo positivo. Buoninconti non ha una condanna passata in giudicato, sino a prova contraria è innocente. Troviamo assolutamente sbagliata, sia da un punto vista morale che in punta di diritto, impedirgli di avere un qualsiasi rapporto con i figli, a cui viene negato persino il diritto-dovere di incontrarli, sia pure ristretto in carcere”.

Iter giudiziario, quello del vigile del fuoco, ancora solo all’inizio: “Siamo in attesa della data del processo di appello” – ha precisato, agguerrito, il legale – “e in questo tempo abbiamo ancora analizzato alcuni aspetti dell’indagine, dall’autopsia alla ricostruzione dei movimenti di Buoninconti nel giorno della scomparsa di Elena Ceste, che potrebbero imprimere una svolta al processo. Siamo sempre più convinti della sua innocenza. Ci saranno delle sorprese”.

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