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Elena Ceste news, la difesa di Buoninconti passa all’attacco: “Elena era psicotica”

Clamorose dichiarazioni quest’oggi, a pochi giorni dalla terza udienza del processo a Buoninconti, durante la trasmissione Pomeriggio 5 da parte di Ursula Franco, criminologa consulente della difesa del vigile del fuoco in carcere del 29 gennaio scorso perché fortemente sospettato dell’omicidio della moglie, Elena Ceste.

La dottoressa Franco ha radicalmente confutato la tesi accusatoria contro l’indagato, sostenendo – a suo dire sulla base degli elementi evinti dalle carte dell’inchiesta – che la giovane madre di Costigliole d’Asti sparita il 24 gennaio 2014 non fu uccisa, ma morì per assideramento nel canale di scolo del rio Mersa, dove fu rinvenuta cadavere il 18 ottobre 2014. “Si allontanò da casa dopo essersi denudata, in preda a un delirio psicotico, e si nascose nel rio Mersa, dove si addormentò. Lì morì per assideramento, al un sonno subentrò uno stato di torpore durante il quale fu colpita da ipotermia” – queste le parole pronunciate dalla criminologa, dettasi fermamente convinta del fatto che Elena Ceste fosse affetta da psicosi.

“Elena si sentiva perseguitata, era convinta che soggetti estranei alla famiglia volessero portarla via. Era psicotica già a ottobre e novembre del 2013” – ha precisato – “una patologia che può manifestarsi anche in seguito ad un esaurimento nervoso …”. La tesi della criminologa che difende Buoniconti è già stata contestata dai medici legali nelle prime udienze del processo a porte chiuse che si sta celebrando in questi mesi, i quali escluderebbero la morte per assideramento poiché il corpo della vittima non fu ritrovato rannicchiato ma a pancia in giù, segno che qualcuno lo gettò lì per occultarlo.

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