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Elena Ceste news, Michele Buoninconti lettere ai figli: “Presto tornerò da voi”

Michele Buoninconti scrive ai figli dal carcere

Michele Buoninconti sembra non essere affatto scalfito dalla sentenza di primo grado che lo ha condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste. Non solo si dichiara innocente e vittima di un errore giudiziario, ma scrive addirittura dal carcere ai suoi 4 figli (che messi dal giudice dei minori di fronte alla possibilità di incontrare il padre in carcere rifiutarono di vederlo), dicendo loro che presto tornerà libero e che potranno stare insieme come una vera famiglia.

Di quelle lettere si è parlato stamani durante la trasmissione Storie Vere, su Rai 1. La conduttrice ne ha mostrato uno stralcio in diretta, le missive sono un’esclusiva del settimanale Giallo. Non si ha tuttavia certezza che siano giunte ai destinatari, anche perché il loro contenuto lascia più che perplessi.

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Elena Ceste e i figli: le lettere dal carcere di Michele Buoninconti

Le lettere scritte da Michele Buoninconti ai 4 figli sono state pubblicate dal settimanale Giallo. Due di queste in particolare hanno un contenuto a dir poco grottesco. “Torneremo ad essere una famiglia” scrive il vigile del fuoco ai figli, rassicurandoli sul fatto che presto tornerà a casa da loro. Michele gli scrive di pensare continuamente alla loro madre, di sognare spesso Elena.

elena ceste

In una missiva datata 1° maggio 2016, Buoninconti racconta uno dei suoi tanti sogni: “Torna presto, ti aspetto” mi diceva la mamma, e c’eravate anche voi, mi avete detto: “Papà ti aspettiamo“. Non di delirio si tratterebbe, come anche confermato dal professor Meluzzi presente in studio a Storie Vere, ma dell’ennesimo tentativo dell’uomo di manipolare e plagiare i figli. Le lettere, in quanto documento provante i numerosi cambianti di personalità del soggetto, sono state acquisite agli atti del processo d’Appello, che ha avuto inizio a Torino qualche settimane fa. In un’altra delle missive in oggetto Buoninconti osa addirittura scrivere alla moglie, del cui delitto è accusato, per ricordarla: “Mamma è con me, io le parlo tutti i giorni”. Idealizza la figura della donna agli occhi dei suoi figli.

michele buoninconti

Elena Ceste processo d’Appello al marito: la sentenza è attesa per il 15 febbraio

Michele Buoninconti venerdì 3 febbraio tornerà in aula a Torino, per la terza udienza del processo con rito abbreviato che lo vede unico imputato per il delitto della moglie, avvenuto il 24 gennaio 2014 a Costigliole d’Asti. La sua difesa tenterà di dimostrare, nonostante la richiesta di supplemento di perizia sia stata rigettata dal giudice, che la donna non è stata uccisa ma è morta accidentalmente per assideramento, dopo essere caduta, nuda e in preda a delirio psicotico, nel canale del Rio Mersa, a 800 metri dalla casa della vittima, dove fu accidentalmente ritrovata il 18 ottobre dello stesso anno.

Tuttavia nell’ultima udienza il pm Laura Deodato, che in Corte d’assise d’appello a Torino rappresenta la procura generale, ha chiesto al giudice Fabrizio Pasi di confermare in secondo grado la pena di 30 anni inflitta all’imputato. La sentenza del processo di secondo grado a carico del vigile del fuoco dovrebbe arrivare già il prossimo 15 febbraio.

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