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Elena Ceste: a Quarto Grado intercettazioni inedite al marito condannato

L’avvocato Enrico Scolari stasera è stato ospite di Gianluigi Nuzzi nello studio di Quarto Grado, ed ha parlato della condannata a 30 anni di reclusione per il suo assistito, Michele Buoninconti. Una “prova logica” sembra avere portato il giudice di Asti ad accogliere in toto la tesi dell’accusa, riconoscendo il vigile del fuoco 45enne colpevole dell’omicidio premeditato della moglie, Elena Ceste, e dell’occultamento del suo cadavere nel canale di scolo del rio Mersa, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione, sita a Costigliole d’Asti.

Non prove scientifiche o testimonianze avrebbero portato alla condanna dell’imputato, piuttosto il suo contraddittorio comportamento fin dai minuti successivi alla sparizione della moglie, e le numerose ambigue e sospette intercettazioni assurte a corollario del quadro probatorio a suo carico. “Dopo la sentenza gli ho parlato: il suo primo pensiero è stato per i figli. Era molto dispiaciuto per loro, per come la vicenda giudiziaria sia stata portata avanti mediaticamente” – queste le parole dell’avvocato Scolari – “tuttavia lui e anche noi avvocati ci aspettavamo una sentenza di condanna”.

La sua lunga e accorata autodifesa, messa nero su bianco in una lettera di 5 pagine dove si è descritto come “vittima di un errore giudiziario” ha evidentemente sortito l’effetto opposto a quello sperato, soprattutto quando Michele è sceso nei dettagli descrivendo l‘ipotetico omicidio di Elena, a suo dire “strangolata con una mano sola”, particolare, questo, mai emerso nemmeno dall’autopsia del medico legale.

E a proposito di intercettazioni compromettenti, durante la diretta di Quarto Grado ne sono state diffuse alcune inedite e totalmente in antitesi con quanto sostenuto dall’imputato a processo, ovvero che Elena fosse morta accidentalmente perché in preda a delirio psicotico. In una del 2 agosto 2014 Buoninconti si rivolge alla cognata Daniela che lo chiama al telefono, quando Elena è scomparsa già da 190 giorni, e in maniera inequivocabile le dice che la moglie “non ha mai dato segni di squilibrio”. In una dell’8 giugno 2014 parla con la suocera, Lucia, ed esclude categoricamente l’ipotesi del suicidio: “Lo sai com’era, tu la conosci, non lo avrebbe mai fatto”. In un’altra, clamorosa, del 22 ottobre 2014, il vigile del fuoco parlando con il colonnello che si recò nella sua casa per dirgli che il Dna del cadavere rinvenuto era quello di sua moglie, rispose: “Sì lo immaginavo. Ai miei figli l’ho già detto ieri”. Michele, dunque, disse ai suoi 4 figli che la madre era morta prima ancora di averne comunicazione certa dagli inquirenti.

 

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Federica Mangiapelo

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