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Elena Ceste, nuova perizia dimostra frattura osso sacro: la prova di una morte accidentale?

L’avvocato Enrico Scolari, uno dei legali difensori di Michele Buoninconti, oggi è stato ospite in studio di Mattino 5 per spiegare nei dettagli il motivo del ricorso presentato ieri presso la Corte d’Appello di Torino, per opporsi alla condanna a 30 anni in primo grado emessa dal tribunale di Asti nei confronti del suo assistito, giudicato colpevole dell’omicidio della moglie, Elena Ceste.

Il consulente di parte della difesa di Buoninconti, il dottor Lorenzo Varetto, avrebbe infatti riscontrato una importante frattura nel corpo di Elena Ceste“Dagli accertamenti medici fatti si evince chiaramente che manca il codino terminale della colonna vertebrale …Elena è caduta in preda a una crisi psicotica e si è fatta male all’osso sacro, ha specificato l’avvocato Scolari – mai evidenziato dal medico legale che eseguì l’autopsia.

Per gli avvocati del vigile del fuoco quella sarebbe la prova che Elena Ceste non è stata uccisa. La frattura a detta loro sarebbe infatti compatibile con lo scivolamento e la caduta, non con l’omicidio. Sarà questo l’impianto accusatorio che adotteranno nel processo d’appello la cui data di inizio “sarà resa nota tra fine estate e inizio autunno”, ha rivelato Scolari. “Ci dà ragione la letteratura scientifica in merito, che accerta chiaramente fratture post traumatiche di questo tipo”, ha precisato il legale, annunciando: “Con questi nuovi elementi cercheremo in appello di smantellare la sentenza di primo grado, che ha fatto leva sulla ipotesi omicidiaria. Elena non è stata uccisa, è morta in seguito ad una tragica caduta”.

 

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