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Elena Ceste nuova udienza processo: ecco cosa è successo in aula

È ripreso stamani presso il tribunale di Asti il processo con rito abbreviato a Michele Buoninconti, il vigile del fuoco 45enne in carcere dal 29 gennaio 2015 con l’accusa di avere ucciso la moglie, Elena Ceste. Durante la scorsa udienza il pm Laura Deodato aveva chiesto una condanna a 30 anni di carcere per l’imputato. Oggi in aula è stata la volta delle arringhe dei suoi avvocati difensori, Giuseppe Marazzita ed Enrico Scolari, per quella che è stata la penultima udienza di un processo breve, la cui sentenza è in calendario per il 4 novembre prossimo.

In aula erano presenti i genitori della vittima, Franco e Rita, e l’imputato, Michele Buoninconti, giunto in aula scortato dalla polizia penitenziaria del carcere di Verbania, dove è detenuto. Il vigile del fuoco, visibilemnete teso, dimagrito e diverso nell’aspetto, quando ha fatto ingresso in aula ha salutato con un cenno i suoi suoceri che però non hanno ricambiato il saluto.

“L’omicidio non c’è stato, manca le prove che Elena sia stata uccisa. Tutto il resto sono illazioni” – queste le parole dell’avvocato Marazzita a fine udienza – “Ho chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste … Elena era in stato di deficienza psichica e quindi poteva compiere gesti autolesionistici, come per altro sostenuto dallo stesso consulente del pm”.

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