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Elena Ceste processo: indiscrezioni darebbero possibile assoluzione marito

Oggi a Mattino 5 si è fatto il punto della situazione sull’andamento del processo con rito abbreviato a carico di Michele Buoninconti, in corso ad Asti e prossimo alla conclusione. Dopo l’ultima udienza la posizione del vigile del fuoco 45enne accustao di avere ucciso la moglie, Elena Ceste, sembra essersi alleggerita.

La difesa, infatti, ha radicalmente smantellato i fondamentali capi d’accusa della Procura che il 29 gennaio scorso portarono all’arresto dell’imputato, tuttora detenuto. Tra tutti, la prova dell’analisi del traffico telefonico della mattina del 24 gennaio 2014, giorno della scomparsa della donna, e le tracce fango (6 micro particelle) sui suoi vestiti. Riguardo al primo indizio gli avvocati di Buoninconti attraverso una perizia, che si è avvalsa di uno strumento altamente sofisticato, hanno dimostrato che alle 9.10 del 24 gennaio il cellulare dell’imputato agganciò una cella telefonica distante 5-6 minuti dalla sua abitazione e dal canale del rio Mersa, facendo dunque cadere la tesi dell’accusa che lo collocherebbe in quei minuti nei pressi del luogo dove il 18 ottobre 2014 furono rinvenuti i resti della vittima.

Non solo, sembrerebbe che le particelle di fango rinvenute sui pantaloni di Elena, per l’accusa compatibili con il terriccio del rio Mersa e non con quello del cortile di casa Buoninconti, non è escluso che siano le stesse del terreno di casa della vittima, giacché al tempo dei rilievi gli inquirenti avrebbero analizzato solo una parte del terreno che circonda l’abitazione, tralasciandone alcune zone.

Questi elementi, uniti al fatto che dalle risultanze dell’autopsia non è stato possibile chiarire con certezza medico-scientifica le cause del decesso della vittima, potrebbero anche portare ad una clamorosa assoluzione dell’imputato, la cui colpevolezza sembrerebbe ad oggi molto difficile da dimostrare ‘oltre ogni ragionevole dubbio’. Non solo, in aula si è appreso che la posizione in cui la donna fu rinvenuta sarebbe compatibile con la tesi dell’assideramento dopo la fuga da casa in seguito a crisi psicotica. Il prossimo 4 novembre Michele Buoninconti tornerà in aula e, da quanto emerso oggi a Mattino 5, qualora il giudice non incaricasse i periti di effettuare nuove analisi sui reperti acquisiti durante le indagini, si potrebbe andare quanto prima a sentenza e – è tra le ipotesi ventilate – anche all’assoluzione dell’imputato.

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