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Elena Ceste, spuntano nuove prove: Michele Buoninconti fa ricorso contro condanna a 30 anni

Gli avvocati Enrico Scolari e Giuseppe Marazzita, legali difensori di Michele Buoninconti, hanno fatto sapere tramite comunicato Ansa di aver presentato ricorso presso la Corte d’Appello di Torino contro la condanna a 30 anni in primo grado emessa dal tribunale di Asti nei riguardi del loro assistito, accusato dell’omicidio della moglie, Elena Ceste.

“I ricorsi depositati sono due, distinti e complementari” – queste le parole di Scolari – “Ognuno tratta diverse argomentazioni”. La nuova strategia difensiva in vista del ricorso in Appello, sarebbe incentrata su “aspetti scientifici” dai quali emergerebbero “nuovi importanti elementi” in grado di scagionare il vigile del fuoco in carcere dal 29 gennaio 2015, stando alle parole dei suoi legali.

La difesa di Buoninconti avrebbe addotto nuovi elementi atti a smantellare i tre pilastri dell’accusa: la morte per strangolamento di Elena, il terriccio del canale del Rio Mersa rinvenuto sui suoi indumenti, che Buoninconti consegnò agli inquirenti, e le celle telefoniche che collocherebbero l’uomo, pochi minuti dopo il delitto, nel luogo in cui furono rinvenuti i resti della 37enne. Ma soprattutto, gli avvocati di Michele Buoninconti sostengono di poter dimostrare che non vi sarebbe stato omicidio.

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