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Elena Ceste ultime news, il consulente del marito: “Vi dico com’è morta, ho le prove”

Dopo le recenti rivelazioni della dottoressa Ursula Franco, perito facente parte del team difensivo di Michele Buoninconti, ritorna in auge l’ipotesi avanzata dalla Procura di Asti nei giorni immediatamente successivi alla sparizione di Elena Ceste: l’allontanamento volontario.

“Elena Ceste non è stata uccisa”, queste le dichiarazioni del consulente di Buoninconti, in carcere dallo scorso 29 gennaio con l’accusa di avere ucciso la moglie. Ursula Franco ha rilasciato un’intervista a Il Tempo, dove afferma con certezza di avere reperito prove a sufficienza per poter dimostrare che la mamma di Costigliole quella mattina del 24 gennaio 2014 si sia allontanata volontariamente, senza i vestiti, dalla sua abitazione.

Punto primo, spiega il perito, il fatto che i suoi resti siano stati ritrovati non lontano dalla sua casa proverebbe l’innocenza di Michele. Se infatti l’uomo davvero l’avesse uccisa, per quale motivo non avrebbe dovuto nascondere il suo corpo molto più lontano? Eppure se avesse voluto, avrebbe avuto tutto il tempo per farlo, almeno fino al ritorno da scuola dei figli, dopo le 13. Michele avrebbe inoltre potuto dare l’allarme molto più tardi e avere tutto il tempo di crearsi un alibi prima di conferire con i carabinieri. Punto secondo, ribadisce la dottoressa, esisterebbero prove certe che Elena Ceste soffrisse di psicosi e delirio persecutorio con allucinazioni, che indurrebbero a credere verosimile la tesi raccontata dal marito, cioè che lei si fosse allontanata spontaneamente da casa, cadendo poi accidentalmente dentro il canale del Rio Mersa. Lì, secondo il perito, la donna avrebbe perso i sensi e sarebbe morta assiderata.

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