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Elena Ceste, ultime news: perizia psichiatrica per Michele Buoninconti?

Dopo i recenti approfondimenti sul caso Elena Ceste fatti da Gianluigi Nuzzi durante la puntata di Quarto Grado, andata in onda venerdì 27 marzo, appare più chiaro il clima familiare vissuto dalla donna nel periodo precedente alla sua scomparsa e morte, avvenute il 24 gennaio 2014.

Elena, secondo le ricostruzioni fatte dalla Procura di Asti, era subordinata psicologicamente al marito Michele Buoninconti, in carcere dallo scorso 29 gennaio perché accusato di averla assassinata. Elena temeva quest’uomo, marito-padre-padrone che, stando al quadro probatorio messo in piedi dagli inquirenti, la controllava, le vietava di usare l’auto se non per accompagnare i figli a scuola. Un uomo parsimonioso fino all’ossessione, il vigile del fuoco 44enne indagato per l’omicidio della moglie, che arrivava addirittura a tagliarle i capelli pur di impedirle di andare dal parrucchiere e risparmiare qualche soldo, a filtrare l’acqua piovana per riutilizzarla in casa.

Questi ed altri retroscena della vita di coppia di Elena e Michele sono emersi durante Quarto Grado e ancora, particolari sulla detenzione di Buoninconti. Michele in cella, stando alle indiscrezioni emerse, starebbe conducendo una vita apparentemente tranquilla, dedita all’attività fisica e alla lettura di testi sacri; sarebbe però preoccupato per i suoi figli e per la loro vicinanza ai nonni materni che non vedrebbe di buon occhio, convinto che stiano ‘lavorando’ per allontanarli da lui. Si dichiara innocente, Michele Buoninconti, a da quanto trapelato, i suoi legali difensori, Girola e Masoero, starebbero meditando di chiedere per il loro assistito una perizia psichiatrica. Di cosa è figlia questa presunta strategia difensiva? Forse di una parziale ammissione di colpevolezza?

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