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Elena Ceste, ultime news: i timori del marito Michele durante gli scavi nel Rio Mersa

Quando il 18 ottobre 2014 ebbero inizio le operazioni di dragaggio del canale di scolo del Rio Mersa, ancor prima che le ruspe rivoltando il fango facessero riemergere i resti di Elena Ceste, il marito Michele si sarebbe allarmato alla sola vista degli escavatori a poche centinaia di metri da casa sua.

L’indiscrezione è stata diffusa dal settimanale Giallo, che riporta una intercettazione telefonica fatta a Buoninconti, impegnato in una conversazione con un’amica proprio la mattina del 18 ottobre. L’uomo, che gli inquirenti sospettano avesse scelto di occultare il corpo della moglie, dopo averla uccisa, in un luogo a porta di mano per poterla “controllare anche da morta”, avrebbe manifestato un’inspiegabile preoccupazione nel vedere le ruspe nel Rio Mersa, osservandole dalla finestra di casa e domandandosi il perché di quei lavori.

Un elemento non trascurabile, questo, che andrebbe a corroborare l‘impianto accusatorio fatto dalla Procura, che indaga il vigile del fuoco per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Michele Buoninconti è rinchiuso nel carcere di Quarto d’Asti dal 29 gennaio scorso. Frasi e comportamenti equivoci, sospetti e contraddittori, durante le ricerche e nelle immediate settimane seguite alla scomparsa di Elena, infatti, secondo gli inquirenti ne avrebbero palesato la colpevolezza.

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