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Elena Ceste, ultimi aggiornamenti 22 dicembre: morta forse per arma da taglio, ecco perché

Continuano ad accumularsi le indiscrezioni sul caso di Elena Ceste e la svolta parrebbe essere vicina. Le ultime trapelate, riguardano l’arma del delitto, che potrebbe essere individuata in un fendente, o comunque un’arma da taglio. L’esame autoptico ha rivelato come sul corpo della donna non vi sarebbero tracce evidenti di ferite o di traumi in qualche modo collegati alla sua morte.

In realtà, ad essere precisi, il medico legale, Franco Romanazzi, avrebbe spiegato che non sarebbe stato possibile rinvenirle chiare ed evidenti, perché il cadavere, essendo il corpo immerso nell’acqua, e il cranio coperto da strati di fango, era in avanzato stato di decomposizione. In particolare, il cranio, semi-sepolto nella melma, mostrerebbe lesioni compatibili con le condizioni in cui è stato trovato. Esclusa la morte per annegamento, per ferite d’arma da fuoco, e per ferite da arma da taglio sull’addome, miracolosamente preservato dalla fanghiglia e dalla coltre di arbusti cresciuti su di esso durante i mesi precedenti il ritrovamento, non si  escludono ferite di quest’ultimo tipo sul collo. Due infatti, sarebbero le ipotesi su cui si starebbero focalizzando gli inquirenti.

La prima è la morte per soffocamento, per mano altrui, ed avvenuta in 30 secondi, la seconda, è la morte per ferita di corpo contundente, meglio, arma da taglio, un fendente, o simile. Tuttavia, la decomposizione e le particolari condizioni in cui si trovava il corpo di Elena, hanno praticamente “cancellato” il collo della donna. Per cui, gli accertamenti su questa parte anatomica, che è un punto essenziale per l’esito dell’indagine, sono delicatissimi da espletare. E’ davvero difficile, dunque, capire se la vittima sia stata realmente strangolata, o piuttosto ferita. Ma il cerchio si sarebbe ristretto a queste due ipotesi di omicidio.

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