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Elena Ceste, ultimi aggiornamenti: non si è suicidata, la prova nell’acqua del rio Mersa

Dopo la notizia della possibile archiviazione del caso sulla morte di Elena Ceste, gli investigatori lavorano intensamente per trovare un appiglio che possa permettere di continuare a cercare la soluzione di questo giallo. Sembra, ormai, confermato il sopralluogo dei tecnici nominati dalla difesa di Michele Buoninconti nelle zone circostanti il rio Mersa, corso d’acqua dove è stato trovato, il 18 ottobre 2014, il corpo della donna.

Il 23 gennaio, giorno precedente il primo anniversario dalla morte, dunque, i periti di parte cercheranno di studiare l’area individuata per capire se Elena fosse potuta davvero arrivare da sola fino a quel luogo per compiere un gesto estremo e togliersi la vita. Il fine di questo accertamento sarebbe quello di avvallare l’ipotesi del suicidio affinché il caso venga, effettivamente archiviato.

Eppure la congettura non convince. A smentire la stessa, e riportare l’attenzione sull’ipotesi dell’omicidio, sarebbero i risultati degli accertamenti e gli esami precedentemente espletati sul luogo del ritrovamento del cadavere. L’acqua, infatti, in quel periodo dell’anno era troppo bassa per gettarvisi dentro. Come avrebbe potuto, Elena, togliersi la vita tuffandosi in un fiume dall’altezza così poco elevata?

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