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Elena Ceste ultimissime novità: il caso verso l’archiviazione?

A quasi un anno dalla scomparsa di Elena Ceste dalla sua casa a Costigliole d’Asti, la sua morte resta ancora avvolta nel mistero. L’unico indagato per la sua tragica fine rimane il marito Michele Buoninconti, ma non ci sono prove che quello della sventurata trentasettene sia stato un omicidio e se non ci sono le prove di un crimine non può esistere un criminale. Gli indizi e le contraddizioni che adombrerebbero la figura del marito trovano il limite protetto dall’ordinamento giuridico: “Innocente fino a prova contraria”.

La Procura nonostante il lavoro immane svolto: più di 70 testimoni ascoltati, ore e ore di filmati visionati e centinaia di utenze telefoniche sottoposte all’attenzione, non ha trovato indizi “Gravi, precisi e concordanti” che porterebbero ad un prova in un ipotetico processo. Allo stato dei fatti la strada in cui si incanalerebbe il caso Ceste sarebbe l‘archiviazione.

Gli inquirenti hanno ancora a disposizione i resti della povera Elena Ceste, ma le pessime condizioni in cui sono stati ritrovati non danno certezze né si stratta di morte violenta o accidentale, se di delitto o di allontanamento volontario. Secondo le testimonianze dei vicini il marito Michele non potrebbe aver assassinato Elena ed anche le immagini riprese dalle telecamere gli fornirebbero un grosso alibi. Nel caso in cui si fosse l’autore del terribile gesto non potrebbe che aver avuto il sostegno di qualche complice, di cui però non si trova alcuna traccia. In questa come in altre tragedie di delitti in famiglia, spesso esiste un sottilissimo confine tra vittima e carnefice. Ora se non fosse Michele l’orrendo assassino, lui insieme ai suoi quattro figli sarebbero ancora di più povere vittime insieme alla moglie e mamma Elena Ceste.

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