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Elezione Presidente della Repubblica 2015: Sergio Mattarella chiama a raccolta i deputati siciliani

L’orgoglio e il senso di appartenenza dei grandi elettori siciliani per l’elezioni di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica si fa sentire nei paraggi di Montecitorio. Basta ascoltare le parole del presidente del Senato Pietro Grasso, temporaneamente Capo dello Stato supplente: . “Mi dispiace non poterlo fare, io lo voterei di corsa”. Il 6 gennaio del 1980 quando la mafia trucidò il Presidente della Regione Piersanti Mattarella, Pietro Grasso era giudice di turno, arrivò in via libertà per condurre la sua prima indagine di mafia, con la guida dell’allora Procuratore capo Gaetano Costa, anche lui, in seguito, assassinato da Cosa Nostra.

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Lo stesso Angelino Alfano vive con enorme difficoltà questo importante passaggio politico-istituzionale, stretto tra il ritrovato accordo con il suo mentore Silvio Berlusconi, il suo ruolo di Ministro degli Interni e leader di Ncd e soprattutto di siciliano ed ex democristiano. In queste ore ha raccontato i suoi ricordi di ragazzo quando ha assistito al primo comizio: l’oratore, guarda caso, era Sergio Mattarella. Leonardo Sciascia coniò il termine “sicilitudine” che l’enciclopedia Treccani definisce: “insieme delle consuetudini, della mentalita’ e degli atteggiamenti tradizionalmente attribuiti ai siciliani”.

La “sicilitudine” vale anche e soprattutto nell’attività politica, la conferma viene dall’onorevole Giuseppe Lauricella, figlio dell’ex ministro socialista Salvatore, che promosse in Sicilia il primo esperimento di centrosinistra l’alleanza tra socialisti e democristiani, che ha confermato la chiamata di Sergio Mattarella: “Si, mi ha chiamato per ringraziarmi del sostegno, da sempre la Sicilia e’ considerato un laboratorio politico, da quando nacque il primo esperimento di centrosinistra, proprio in Sicilia, in provincia di Agrigento“. Pare che Mattarella avrebbe sondato anche altri esponenti della politica siciliana, non solo del Pd, ma anche di Ncd e di Forza Italia. Lauricella spiega: “C’e’ un senso di appartenenza tra noi siciliani in Parlamento, e’ inutile negarlo”. Mentre Carlo Vizzini, ex sodale di Berlusconi e Alfano commenta : “Come si fa a non votare Mattarella? Rappresenta la lotta alla mafia, la primavera di Palermo, non e’ un mica un signor tessera qualunque…“.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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