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Elezioni in Ucraina: chi è riuscito a votare ha eletto Porochenko

Petro Porochenko è il nuovo presidente ucraino. Gli exit-poll annunciano che ha ottenuto tra il 55 e il 57 % delle preferenze, lasciando la Timoshenko al 13% e gli altri candidati tutti sotto all’8%. Agli estremisti gli ucraini non hanno dato spazio: Oleh Tyahnybok (Svoboda) rimane all’1,8% e il discussissimo Dmytro Yarosch allo 0,9%. Per i risultati definitivi bisognerà aspettare lunedì. Quello che è certo è che Porochenko sarà eletto al primo turno senza ballottaggio, come caldeggiato tre giorni fa dal Presidente della Commissione Elettorale Centrale: un allungamento del processo di voto avrebbe significato difficoltà ulteriori nel garantire la sicurezza dei seggi e delle commissioni, se di garanzie di sicurezza si può parlare.

Ucraina Elezioni 2014

A Donetsk domenica ha aperto un solo seggio, ma sono bastate poche ore perché arrivassero uomini armati a far scappare la commissione elettorale. In tutta la regione hanno aperto 308 seggi su 2430mprevisti e l’affluenza è stata del 9,11%, a detta dell’Ansa, dell. Dulcis in fundo il presidente dell’autoproclamatasi Repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, annuncia la fusione con la Repubblica di Lugansk e la nascita di un nuovo stato: la Novorossiya.
Nonostante ciò l’entusiasmo non manca: a Kiev, dove non si vota solo per il presidente ma anche per il sindaco, nel seggio della circoscrizione di Syatoscinskiv osservatori e scrutatori affermano di non aver mai visto tanta gente partecipare: “Non abbiamo ancora avuto il tempo di votare”, ci dicono alle otto meno dieci. L’affluenza infatti è piuttosto alta (oltre il 60%) nonostante la situazione nell’est. Molte persone votano per la prima volta perchè fino a oggi non hanno mai creduto nella limpidezza degli spogli, “non votare oggi vorrebbe dire compromettere il futuro dei nostri figli e non onorare i ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per noi”, ci dice una signora tenendo un bambino in braccio e l’altro per mano. Molti mentre inseriscono le schede nelle urne si fanno scattare una foto per condividere e dimostrare pubblicamente l’esercizio del loro diritto-dovere.

La fiducia della gente è comprensibile perché le elezioni qui hanno tutta l’aria di essere più che blindate: oltre agli osservatori ucraini che stanno fissi nei seggi, vanno e vengono osservatori internazionali di 90 paesi diversi, sia dell’Osce che di altre organizzazioni internazionali, che hanno inviato volontari da tutto il mondo. Fuori dai seggi incontriamo i rappresentanti di una Ong locale che si accerta dell’orario di chiusura.
Ma l’entusiasmo degli ucraini che vanno a votare in vysyvanka (tradizionale camicia ricamata) si scontra con la delusione di quanti non hanno potuto nemmeno avvicinarsi ai seggi, o addirittura sono stati costretti a lasciare la propria casa e la propria regione.

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