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Elezioni regionali 2014 Calabria ed Emilia Romagna: risultati in diretta su Urbanpost dalle 23

Potranno votare oggi per le elezioni regionali di Calabria ed Emilia Romagna più di 5 milioni di elettori (1.897.729 nella prima, 3.460.402 nella seconda). In entrambe le regioni si vota con la nuovissima legge elettorale: in Emilia Romagna i candidati eletti saranno 50, in Calabria- secondo le disposizioni Delrio- 30; i cittadini calabresi non potranno esercitare il voto disgiunto e non potranno esprimere più di una preferenza (qualcuno, al proposito, parla addirittura di incostituzionalità della legge).

In Emilia Romagna saranno invece possibili entrambe le cose, e nel caso della doppia preferenza una delle due espresse dovrà essere per una donna. Si tratta di due elezioni anticipate: per le dimissioni del presidente uscente Vasco Errani in Emilia Romagna, a seguito della condanna in appello per falso ideologico, e per quelle di Giuseppe Scopelliti in Calabria, condannato in primo grado a sei anni di carcere per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. L’importanza del risultato di queste elezioni è evidente, e andrà ben oltre i confini territoriali delle due regioni: se da una parte infatti si prospetta in crescita l’astensionismo, anche e sopratutto per gli scandali che hanno concluso i precedenti mandati in entrambe le regioni, il premier Matteo Renzi è pronto a fare il bis. Questo è infatti il primo test politico dopo le europee del grande 40% e il Pd sembra essere in vantaggio in entrambe le regioni. Ma il test sarà rivelatorio anche per gli avversari: di che portata sarà il calo del M5s (sempre che calo si confermi)? E chi si accaparrerà il consenso del centro-destra?

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In Calabria i candidati sono 5, supportati da 15 liste: il cuperliano Mario Olivero che alle primarie ha battuto il renziano Gianluca Callipo con il 56% (100.000 persone al voto) e che è sostenuto anche da Sel, l’Idv e socialisti; la candidata di centrodestra Wanda Ferro, 46 anni, presidente uscente della provincia di Catanzaro, sostenuta anche da Fratelli d’Italia; Nuccio Cantelmi, del Movimento 5 Stelle, avvocato di 41 anni che ha vinto le primarie online con 183 preferenze; Domenico Gattuso dell’Altra Calabria (ex Tsipras), direttore del laboratorio di logica presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Nico D’Ascola candidato di Ndc e Udc, avvocato penalista e senatore. Secondo l’HuffPost il candidato del Pd sarebbe sopra al 50%, Wanda Ferro attorno al 15-20 e il candidato D’Ascola attorno all’8% (per il giornale il Quotidiano del Sud la Ferro sarebbe invece al 25% e Olivero al 47%). Oltre il 7% gli astensionisti. “Alle regionali magari prenderemo il 2,2%” avrebbe detto Grillo nei giorni scorsi: i grossi numeri, effettivamente, sembrerebbero tutti del Pd e delle liste collegate a Oliverio. Il centrodestra, politicamente distrutto dai guai giudiziari di Scopelliti e dal suo malgoverno locale, è diviso tra Ncd e Forza Italia. L’astensione sarebbe alta, ma a ben vedere penalizzerebbe solo il centrodestra.

In Emilia i candidati sono sei: Stefano Bonaccini, 47 anni, segretario regionale del Pd (sostenuto anche da Sel, Centro per Bonaccini, Emilia Romagna Civica); il leghista Alan Fabbri (candidato per Ln, Fi, Fdi), dal 2009 sindaco di Bondeno, comune terremotato del Ferrarese; il consigliere comunale di Budrio Maurizio Mazzanti, della lista ‘Liberi cittadini’, sostenuto da una buona parte di ex del M5s; la professoressa di storia e filosofia Maria Cristina Quintavalla, candidata per l’Altra Emilia-Romagna (ex Tsipras); Giulia Gibertoni, ricercatrice universitaria candidata dal M5s e il forlivese Alessandro Rondoni (candidato per Ncd e Udc). Gli sfidanti, tranne Cristina Quintavalla e Maurizio Mazzanti- esclusione che ha suscitato non poche polemiche- si erano affrontati su Sky: tra i temi principali la ricostruzione post-sisma, il lavoro, la questione migranti e i costi della politica (tema sensibile dopo l’inchiesta sulle “spese pazze”). I telespettatori di Sky, invitati ad esprimere una preferenza, avrebbero premiato con il 45% Gibertoni. Secondo l’HuffPost, invece, “Bonaccini è al 50 per cento, mentre il candidato del centrodestra, il leghista Fabbri al 27. Crolla Grillo, che non ha caso si sta tenendo lontano dall’Emilia. Nella terra del boom, al momento è al 16 per cento”. A meno di un grande colpo di scena, il Partito della Nazione di Matteo Renzi potrebbe confermarsi il primo partito d’Italia, battuto- forse- solo dagli astensionisti.

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