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Elie Wiesel: morto il premio Nobel per la pace, sopravvisse ai campi di sterminio

Elie Wiesel premio Nobel per la pace si è spento ieri notte nella sua casa di New York. Superstite dei campi di concentramento nazisti, lo scrittore ha raccontato la sua esperienza in diverse opere autobiografiche. Il suo libro più famoso è stato “Notte”. Eloquente testimone del genocidio di sei milioni di ebrei, Elie Wiesel è morto silenziosamente all’età di 87 anni. 57 libri, conferenze, reportage, due lavori teatrali e due cantate che nel 1986 gli valsero il Nobel per la Pace.

Ha dato espressione alla vittoria dello spirito umano sulla crudeltà e il diavolo”, così il Premier israeliano Netanyahu. Ma Elie Wiesel aveva anche un rapporto molto stretto con il Presidente Obama. Storico il loro incontro a Buchenwald, il campo da cui era stato liberato a 18 anni il premio Nobel. Un numero ricorrente, un tatuaggio indelebile A-7713 impresso sul braccio destro, un ricordo indelebile. I racconti dello scrittore avevano la forza della sensibilità, l’incredibile tatto nel descrivere uno dei momenti più bui della storia dell’uomo. “Notte” parlava del forte dissidio interiore di Wiesel per essere sopravvissuto all’olocausto, un’ombra sulla sua vita. Un contrasto nato dall’esperienza della morte e della notte, fino al dubbio sull’esistenza di un Dio capace di permettere la cieca violenza.

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai”.

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