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Eliot Ness biografia: l’uomo che guidò gli Intoccabili e piegò Capone, finì a vendere surgelati

Tutti lo immaginiamo con il viso di un Kevin Costner ancora giovane e ambizioso, un eroe positivo senza ombre, complice anche l’epica prova registica che Brian De Palma diede attraverso Gli Intoccabili. Ma chi era veramente Eliot Ness, l’Agente del Tesoro che negli anni del Proibizionismo, in una Chicago corrotta fino al midollo dal tentacolare Al Capone, non soltanto osò sfidarne a viso aperto i traffici illeciti ma riuscì a decretarne la fine incriminandolo per evasione fiscale?

Studente brillante, laureato in economia, la passione per l’investigazione lo porta a seguire un corso di criminologia, nel 1927 inizia la sua esperienza come Agente del Tesoro, la strada per il Dipartimento di Giustizia si apre quasi subito. Sono gli anni in cui si conia la figura ormai mitologica e archetipica del gangster italo americano con il completo gessato e il mitra d’ordinanza. Ness conosce le regole di quel gioco e quando viene ingaggiato all’Ufficio del Proibizionismo per sventare i traffici illeciti di Capone e dei suoi paggi capisce di dover creare una squadra “su misura”: assolda cinquanta uomini ma poi, selezionandoli per competenze e coraggio nell’affrontare situazioni criminose sempre più efferate, finisce col dare vita al team degli “Intoccabili”, composto da undici unità scelte che presto passeranno alla storia.

Ness riesce a intercettare e sequestrare alcolici e stupefacenti di contrabbando gestiti da Capone del valore di circa un milione di dollari, il mafioso tenta quindi di corrompere uno degli uomini dell’agente ma questi resta fedele alla propria divisa mandando in delirio giornali e opinione pubblica che iniziano a vedere effettivamente un eroe in Ness e nei suoi “intoccabili”. Tanti furono gli agguati orditi da Capone a cui Eliot scampò, in uno di quegli attacchi perse invece la vita un suo fedele e caro collega; probabilmente a lui si rifà il personaggio di Sean Connery nel film di De Palma. Nel 1931 Al Capone viene condannato per evasione fiscale, ad arrestarlo è Eliot Ness, che si gode la sua fama di eroe che, però, avrà vita breve.

Si susseguono per Ness cariche importanti in svariate città statunitensi ma la sua ostinazione nel voler sfidare la mafia ad ogni costo mette in crisi il suo matrimonio; la moglie Edna con i figli lo lascia. Parallelamente diviene sindaco di Cleveland ma una serie di omicidi irrisolti che funestano la città durante il suo mandato ne oscurano la reputazione. A dare il colpo di grazia alla sua immagine pubblica, ironia della sorte, proprio l’alcolismo in cui precipita. Da quel momento la discesa lenta ha inizio fino ad uscire dai dipartimenti che gli diedero la gloria. Faceva dei lavori saltuari e mal retribuiti fra cui vendere hamburger surgelati presso i ristoranti ma non riusciva a mantenere un’occupazione a lungo. Anche la nuova moglie e il figlio adottivo non riescono a risollevarlo, ormai compromesso passa il tempo a girare per bar in cui si ubriaca raccontando i tempi d’oro della sua lotta ad Al Capone, l’Eliot Ness di cui è rimasta soltanto una pallida ombra. Il 16 maggio 1957 un infarto lo stronca a soli 55 anni.

 

 

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