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Elly Schlein, perché il suo coming out ha conquistato le prime pagine

Perché la notizia della relazione omosessuale di Elly Schlein ha attirato l’attenzione di tutti i giornali? Perché in Italia ancora è uno scandalo che una donna intelligente, competente nel suo lavoro e che ricopre un ruolo importante possa essere gay. Perché la banalizzazione della politica è sempre alle porte, e quindi di tutto l’intervento della vicepresidente dell’Emilia Romagna durante l’intervista a L’Assedio è rimasta solamente la parentesi sulla sua vita sentimentale.

Elly Schlein, perché il suo coming out è diventato importante

Pochi secondi conclusivi di una lunga intervista sono bastati per mutilare un intero intervento di Elly Schlein, la candidata più votata alle ultime elezioni regionali che hanno visto la vittoria della coalizione di Stefano Bonaccini. Alcuni attimi intensi, ma marginali rispetto a tutto ciò che era stato detto, sono sembrati a molti fondamentali: “Ho avuto diverse relazioni in passato, ho amato molti uomini e ho amato molte donne, ora sto con una ragazza“. E quindi anche se corre l’anno 2020, in Italia ancora fa notizia che qualcuno sia omosessuale.

Evidentemente, secondo molti giornali era più importante che riportare le sue idee politiche, le riflessioni sul movimento delle Sardine, sul governo Conte Bis che dovrebbe cominciare a fare delle cose “per le vite delle persone”, su Matteo Renzi e le sue politiche come il Jobs Act o la riforma costituzionale “che hanno procurato una rottura profonda coi nostri mondi di riferimento, e quindi ci siamo ricongiunti con il fuori”. Ha parlato della sua collocazione politica, dicendo che sta “con chi aspetta di ricostruire una casa progressista, ecologista e femminista che abbia una visione chiara del futuro, che dica parole coraggiose e cha faccia capire alle persone cosa vogliamo fare sull’emergenza climatica e sociale”.

Elly Schlein, i commenti omofobi sulla sua relazione

E invece, non si parla che del suo coming out, rischiando di avvolgere con la sfera intima l’intera progettualità pubblica. Perché? Perché per “pudore” certe cose non andrebbero dette. Su Twitter, infatti, si leggono commenti come: “Anche Elly Schlein è caduta nella trappola del sensazionalismo da rotocalco. Peccato, un dignitoso pudore sarebbe stata la reale mossa controcorrente”, oppure “E’ un coming out anche il mio che mi piacciono le donne e non andrò mai con un uomo? Non interessa a nessuno?”

Commenti come questi ci fanno capire che l’Italia continua a essere un paese bigotto, vecchio, che rifiuta di riconoscere l’amore in tutte le sue sfumature. E per questo le parole della vicepresidente dell’Emilia Romagna prendono la forma di un vero e proprio atto politico: è un messaggio rivolto a tutti coloro che appartengono alla comunità LGBTQ per dire “non siete soli”, per sottolineare che la lotta ai pari diritti è fin troppo attuale. Il gesto di Elly Schlein è politicamente importante perché ci sono ragazzi e ragazze omosessuali o bisessuali ai quali viene ancora detto di essere sbagliati, o peggio si tenta di convincerli a farsi curare. No, non siete malati. Sono gli altri il problema.

Un coming out che non è piaciuto ai sovranisti

Tra l’altro, quella della Schlein non è stata altro che una risposta a una domanda molto diretta: “E’ fidanzata?”. Nessuna propaganda, nessun gesto politico, una semplice risposta. Se avesse risposto “sì, con un uomo” probabilmente la frase sarebbe finita nel dimenticatoio nel giro di pochi secondi. Perché è uno scandalo essere omosessuali, mentre i Bunga Bunga di Silvio Berlusconi erano solo delle feste divertenti. Ed è fondamentale avere la “famiglia tradizionale” per affermare le proprie convinzioni politiche: Giorgia Meloni su questo ci ha fondato tutta la sua carriera.

“Perché un politico va in televisione parlando della sua vita privata su una cosa così divisiva? 1) per far parlare di sé, 2)…”, si legge ancora tra i commenti. Per un altro “l’ebrea Elly Schlein” è un “essere ripugnante”. Un utente, addirittura, la definisce una “”bellissima” asssiroide”, definizione che dovrebbe significare che l’ex europarlamentare non ha i tratti somatici tipici della vera italiana. Infine, c’è anche chi rivendica che sia stata una “rivelazione assolutamente non strumentale all’agenda Lgbt”, fatta per accreditarsi come nuova “icona globalista”. “Sovranista e me ne vanto”, infine, scrive: Una premio per chi trova il coraggio di trombarsi questa Elly Schlein, sempre che a qualcuno freghi qualcosa #Cessaciao #sinistrati #orgogliodistocazzo”. Ancora ci chiediamo perché c’era bisogno di questo gesto?

Solo le persone LGBT devono nascondere le proprie relazioni

Solamente alle persone LGBTQ si rimprovera di non tenere riservati i propri amori. Come se loro dovessero vergognarsi, di provare amore, di parlare di una “cosa così divisiva” solo per far parlare di sé, per fare notizia. Come se tutti gli omosessuali, i bisessuali o i transessuali si esponessero solamente per moda, per cavalcare un onda in cerca di diritti sociali che ancora l’Italia fa solamente finta di riconoscere. Come se la Schlein avesse scelto da che parte schierarsi in una ipotetica battaglia dei generi che esiste solo nella testa di chi considera “diverso”, o “malato” chi non ama una persona del sesso opposto al suo.

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