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Emergenze fame e povertà: stop ai fondi europei

Per rispondere alle emergenze sempre più urgenti di fame e povertà non accorreranno più in aiuto i fondi europei. È La Repubblica del 21 settembre 2014 a denunciare lo stop ai piani strutturali che dovrebbero essere destinati a sostenere tutte quelle persone che vivono in condizioni di indigenza.

Bruxelles problema fondi europei per sconfiggere povertà

A monte dell’interruzione della preziosa rete di aiuti c’è una clamorosa sentenza pronunciata nel 2011 dalla Corte di giustizia europea, che ha accolto il ricorso contro gli aiuti proposto da una coalizione di Paesi del nord, con Germania in testa, a cui hanno aderito Austria, Svezia, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda e Repubblica Ceca. La ragione? Gli aiuti non spettano all’Europa ma ai singoli governi, motivo per cui si è deciso di dire basta all’aiuto alimentare offerto dalla Politica agricola comune, che dal 1987 assicurava la distribuzione delle eccedenze alimentari passando attraverso i ministeri dell’agricoltura dei vari paesi.

Ma anche l’Italia non è scevra di colpe: i governi sono stati troppo lenti a domandare a Bruxelles quegli aiuti necessari a sconfiggere la povertà di cui comunque avevano diritto. L’ultimo piano di richiesta è partito con nove mesi di ritardo.

Pare che l’emergenza alimentare non compaia più nell’agenda politica dell’Europa. Il risultato? Solo in Italia sono quattro milioni le persone che si sono viste ridurre gli aiuti alimentari.

 

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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