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Emicrania: cerotto elettronico e un’app per smartphone potranno ‘spegnerla’

Secondo gli ultimi dati, circa il 55 per cento degli italiani soffre di emicrania almeno due volte in un mese. In un futuro non lontano, però, questo problema potrebbe essere curato con un cerotto elettronico, per certi versi molto simile al cerotto per smettere di fumare. Ecco come funzionerebbe.

Il progetto arriva da Israele, per la precisione dal Technion Faculty of Medicine ad Haifa. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica medica Neurology. Il cerotto elettronico invierebbe delle stimolazioni elettriche del tutto indolori al cervello: questa stimolazione attiverebbe così un centro nervoso alla base dell’organo capace di inibire il dolore in tutto l’organismo. L’effetto è chiamato ‘modulazione condizionata del dolore’. Il cerotto elettronico si avvale dell’uso di elettrodi in gomma e chip su un bracciale che è possibile controllare tramite un’app per smartphone.

La novità risiede nella connessione wireless: in passato venivano usati dei cavi collegati alla testa, ma risultavano scomodi e antiestetici. L’efficacia del cerotto elettronico, secondo i ricercatori, è quasi paragonabile a quella dei comuni farmaci per l’emicrania. Per ora, il cerotto elettronico è stato testato su 71 pazienti affetti emicrania episodica che registravano dai due agli otto attacchi mensili. I soggetti non dovevano utilizzare farmaci per almeno due mesi e applicare il cerotto elettronico subito dopo l’inizio dell’emicrania, lasciandolo sul corpo per circa venti minuti.

I cerotti sono stati programmati per rilasciare scosse in tre varianti: basse, medie e alte. Circa il 64 per cento dei pazienti ha registrato una diminuzione del dolore pari al 50 per cento nelle due ore successive. Anche per il 26 per cento dei pazienti trattati con placebo è stata registrata la medesima riduzione. Come ha spiegato l’autore dello studio, David Yarnitsky, l’esperimento ha anche dei limiti: “Capivano che la stimolazione non era attiva, e quindi non erano più illusi dalla possibilità di successo del trattamento, che è uno dei requisiti degli studi con campioni placebo“.

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