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Emilia-Romagna: no ai tirocini gratuiti

Il 16 luglio 2013 l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una riforma in materia di tirocini che coinvolgerà più di diecimila giovani a partire dal prossimo 16 settembre. Oltre ad una maggiore vigilanza – in collaborazione con il Ministero del Lavoro – per evitare l’utilizzo improprio di questo strumento, viene sancito l’obbligo di corrispondere al tirocinante un compenso minimo di 450 euro mensili.

Il provvedimento, inoltre, distingue tre tipologie di tirocini, diverse per destinatari e finalità.

Il tirocinio con finalità orientativa riguarda tutti coloro che abbiano conseguito un titolo di studio negli ultimi dodici mesi e garantisce una formazione di sei mesi, pensata per agevolare il periodo di transizione tra la conclusione degli studi e l’avvicinamento al mondo del lavoro.

Disoccupati, persone in mobilità e lavoratori in cassa integrazione potranno accedere a tirocini di inserimento o di reinserimento al lavoro, della durata di dodici mesi.
regione emilia-romagna


Una terza tipologia, infine, prevede dodici mesi di orientamento e formazione o di reinserimento in favore di persone con disabilità, svantaggiate o richiedenti asilo. I tirocini rivolti a disabili potranno durare fino a ventiquattro mesi.

Per tutti è previsto un percorso qualificato e personalizzato, che dovrà garantire il raggiungimento di specifici obiettivi formativi. Eventuali violazioni del provvedimento da parte delle aziende saranno punite con il divieto di attivare ulteriori tirocini nei successivi dodici mesi.

Per maggiori informazioni consulta la pagina “Formazione e lavoro” della Regione Emilia-Romagna.

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