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Emilio Fede, la moglie Diana: «Berlusconi è un ingrato, pensa solo per sé…», poi smentisce

Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, ha voluto smentire con una nota l’affermazione a lei attribuita in un’intervista pubblicata sul settimanale Oggi: «Devo molto a Berlusconi per definirlo un ingrato». Secondo quanto riportato da Huffington Post la signora, legata all’ex direttore del Tg 4, ha voluto precisare una dichiarazione a lei erroneamente attribuita.

Emilio Fede

Emilio Fede, la moglie Diana: «Berlusconi è un ingrato, pensa solo per sé…», poi smentisce

La frase in questione presa da un’intervista al settimanale Oggi è la seguente: «Non vuole avere grane, pensa solo per sé. Tanto lui è deputato europeo, chi lo tocca? Mi chiede se è stato ingrato? Sì, penso che si potrebbe dire così». Diana De Feo ha smentito con una nota: «Ero solo preoccupata che nessuno era andato a trovare Emilio in ospedale. Devo molto a Berlusconi per definirlo un ingrato…». Emilio Fede è stato condannato a 4 anni e 7 mesi nell’ambito del processo Ruby bis, pena che adesso sta scontando agli arresti domiciliari nella sua casa di Segrate. Diana De Feo in merito, come riportato anche da “Il Fatto Quotidiano”, ha detto: «E da quando invitare a cena una signora è un reato? Una follia. È stato un giornalista fantastico, è assurdo che debba finire così. Il portinaio gli fa portare qualcosa di pronto dal ristorante. S’immagini uno come lui, abituato a uscire, ad andare alle cene».

Emilio Fede

 

L’ex direttore del Tg 4 sulla recente caduta: «Ho quasi perso un occhio, ho dolori ovunque…»

Di recente Emilio Fede ha avuto alcuni importanti problemi di salute. Lo stesso ex direttore del Tg4, dopo la brutta caduta che lo ha costretto al ricovero in ospedale, ha dichiarato in un’intervista ad Oggi: «Ho quasi perso un occhio, ho dolori ovunque, per fortuna sono ancora capace di intendere e di volere. Ho battuto la testa forte, mi hanno operato al naso. Sono rimasto circa mezz’ora a terra, non avevo né la forza di alzarmi né di gridare. Per fortuna un custode mi ha visto e ha chiamato i soccorsi… La notte mi sveglio con l’incubo di quella caduta e a volte ho paura persino ad addormentarmi perché temo di non svegliarmi più». E ancora sulla sua condizione da condannato: «Come passo le mie serate? Da solo, al massimo mi cucino gli spaghetti. Mia moglie è a Napoli, ha problemi di salute e non è in grado di venire a Milano. Io non posso vederla, non mi danno il permesso. Avevo chiesto la possibilità di andare a Napoli solo 48 ore per abbracciarla e me l’hanno negata, ma vi rendete conto? È una crudeltà…».

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