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Emilio Pucci: 100 anni fa nasceva lo stilista “Principe delle stampe”

La Maison Emilio Pucci fu fondata nel 1947 dal marchese Emilio Pucci, soprannominato “The Prince of Prints” (il principe delle stampe), grazie alle sue stampe iconiche. Nato il 20 Novembre del 1914 in una delle più antiche famiglie fiorentine, Emilio Pucci, Marchese di Barsento,  divenne un fenomeno della moda negli anni ’50, grazie alla sua visione avveniristica, che ancora  oggi si riflette nelle creazioni della maison. Nel 1990, infatti,  la figlia Laudomia, ha preso le redini dell’azienda di famiglia e nell’ aprile del 2000 ha stretto un’alleanza tra la famiglia Pucci e LVMH. Nel 2008 Peter Dundas viene nominato Direttore Creativo, continuando e innovando la tradizione di artigianato italiano, lusso, colore e design. Oltre ad aver influenzato notevolmente la moda contemporanea, l’eredità di  Pucci rappresenta ancora oggi uno dei momenti fondamentali dell’origine dello stile “made in Italy”,  una pietra miliare del concetto di abbigliamento sportivo in Italia.

La sua carriera iniziò in maniera  inaspettata nel 1947 quando creò un completo da sci assolutamente rivoluzionario, con il suo  tipico pantalone affusolato e il parka con cappuccio, fotografato sulle esclusive piste  da sci della Svizzera, da lui frequentate perché appassionato sciatore. Frequentatore del jet-set dalle  montagne svizzere all’affascinante isola vacanziera di Capri, proprio qui decise di aprire una boutique dedicata ad un abbigliamento  per le vacanze che univa semplicità e bellezza, caratterizzato da coloratissimi e aderentissimi pantaloni “Capri”,  camicie in twill di seta e top in jersey a righe,  con tutta la gamma dei colori luminosi e sgargianti ispirati dalla fascinosa isola, cosa che gli fruttò immediatamente un grande  successo fra la sofisticata clientela dell’isola e non solo. I suoi modelli, dai disegni audaci e innovativi,  chic  e portabili al tempo stesso,  furono premiati anche sulla scena internazionale e adottati  da stars e first lady  tra le quali Marilyn Monroe, Sophia Loren, Jackie Kennedy.

In contrasto con gli stilisti della sua epoca, Pucci  creava  per  liberare le donne  da un abbigliamento rigido, fatto di imbottiture, corsetti e sottovesti , concedendo loro  leggerezza nei movimenti con  abiti, pantaloni e top dai modelli  essenziali e dalle linee fluide e sexy  che seguivano le curve naturali del corpo, mantenendo un alto livello sartoriale ma svincolati dai costi elevati dell’ alta moda. Pucci,  infatti,  rivoluzionò il  settore dell’abbigliamento, sperimentando per la prima volta la potenzialità e la libertà di  movimento dei tessuti stretch;  sviluppò e brevettò diversi tessuti originali, come il jersey di seta  stretch e il jersey di  cotone che gli permisero  di creare  modelli leggeri e a prova di grinze, precursori del guardaroba contemporaneo. Ma il vero successo fu coniugare questi innovativi tessuti  con le sue immediatamente riconoscibili combinazioni di colori, impronta distintiva dello stile Pucci, che  esprimono energia ed emozione.  Colori intensi, sensuali  caratterizzati da  sofisticate  fusioni  di tonalità  di gialli limone, rosa Emilio, lavanda, azzurri ‘acqua’, verde menta  per  un effetto luminoso ed unico. Il tutto su pulsanti forme organiche, motivi geometrici che sembravano  imitare le forme dell’arte contemporanea. effetti ad illusione ottica per modelli da sempre imitati. Pucci inoltre offriva  alla clientela uno stile a 360°: abiti, biancheria intima e per la casa, borse, profumi, tappeti,  ma anche progetti  diversi,  non legati alla moda, come le uniformi futuristiche per le  hostess della Braniff International Airlines, il logo per la  missione dell’Apollo 15, le porcellane per Rosenthal, eccetera. Ogni stampa era firmata con il nome dello stilista, “Emilio”, una minuscola scritta a mano:  era la prima volta che il nome di uno stilista veniva utilizzato come logo.

 

 

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