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Emma Marrone, la malattia lunga dieci anni: «Non ne verrà niente di buono», aveva detto…

La malattia di Emma Marrone sta rimbalzando da giorni sulle pagine di giornali e telegiornali, ma in pochi forse conoscono il vero calvario della cantante salentina. Perché Emma non è una che sta a piangersi addosso: ne ha parlato in passato, ma sempre con il sorriso negli occhi e sulle labbra e con una determinazione tale che faceva credere che fosse tutto passato, superato. E invece no, il male è tornato a farsi sentire, così come era riapparso dopo un primo intervento. Ma nessuno se n’era accorto, la Marrone aveva affrontato tutto silenziosamente e mai, sul palco o fuori, aveva mostrato segni di debolezza o cedimento. Una donna fortissima sin dal momento della diagnosi, uno schiaffo in pieno volto senza nemmeno il tempo di scansarsi.

Emma Marrone malattia, il racconto dettagliato nelle parole dello scrittore

A raccontare la storia di Emma in ogni suo passaggio è Carmelo Abbate. Sul suo profilo Instagram ripercorre le tappe della malattia della cantante, in un susseguirsi di vicende che solo a leggere viene l’affanno. «Lei è Emma. – scrive il giornalista sotto lo scatto che ritrae la Marrone in un primissimo piano – Nasce a Firenze nel 1984. I genitori sono pugliesi. Tornano a vivere ad Aradeo, in provincia di Lecce. Emma è una bambina. La nonna se la tira dietro nei viaggi organizzati dalla parrocchia». La vita di una bimba come tante altre, con la passione per la musica ereditata dal papà. «Il padre è un chitarrista», spiega lo scrittore, e intuendo la predisposizione della figlia la trascina nel suo gruppo, dove debutta a soli nove anni, cantando con la band. Intanto prosegue gli studi e, dopo il diploma di liceo classico, cerca lavoro trovandolo in un negozio. Di giorno fa la commessa, la sera porta avanti quell’amore che non ha mai abbandonato e per cui si è ormai creata una propria band con cui fa il giro dei locali. C’è anche un disco in cantiere. È il 2009 e Emma ha 25 anni.

«Chicca, rischi di morire. Se sopravvivi, forse non avrai figli»

«I ritmi sono alti. – racconta ancora Abbate – Emma è stanca. Perde peso. I suoi la convincono a fare un controllo. Per sicurezza. Preparati, dice alla mamma. Non ne verrà niente di buono. Se lo sente. Il ginecologo parla ai genitori. Brutte notizie. Tumore. Operare d’urgenza. Suo padre glielo dice senza mezzi termini. Chicca, rischi di morire. Se sopravvivi, forse non avrai figli. Emma non piange. Firma un consenso per donare gli organi. Non si sa mai. Rimane 7 ore sotto i ferri. Riescono a salvarle ovaie e utero. Niente radio, né chemio. Un miracolo. Passa una settimana in ospedale. Quando è a letto, infila le cuffiette e ascolta la musica. La distrae dall’odore del disinfettante. La dimettono in anticipo. Quasi non ci crede». Emma sta bene e dopo sole tre settimane torna a cantare: ‘armata’ di bustino con stecche, si esibisce tra le mura di un pub. Poi la partecipazione e la vittoria ad Amici.

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«Chiudo i conti una volta per tutte con ‘sta storia. Poi torno»

È proprio allora che Emma conosce l’affetto del pubblico, ma il successo non la cambia. «Resta con i piedi per terra, – continua il giornalista – torna a suonare nelle feste in piazza. È il 2013. Devono aprirla di nuovo. La leonessa del Salento è inca**ata. Lotta con i denti, con rabbia. Ci lascia la tuba e un ovaio. Ma la supera, e torna di nuovo sulle scene. Ha due cicatrici. Ogni tanto le fanno male. Ma ne va fiera, non le nasconde». Cinque giorni fa la nuova batosta: Emma ha oggi 35 anni, dieci anni dopo quella prima diagnosi scrive: «Chiudo i conti una volta per tutte con ‘sta storia. Poi torno».

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