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Enrico Letta a Che tempo che fa: non faccio patti per la fiducia che coinvolgano la decadenza di Berlusconi

E’ un Enrico Letta che appare deciso e tranquillo quello che si presenta sugli schermi di Rai3 in diretta e risponde alle domande di Fabio Fazio durante la puntata di Che tempo che fa. Non svela su quali punti chiederà la fiducia Mercoledì prossimo in Parlamento e dribbla le domande del conduttore su quale dovrà essere la numerosità dell’eventuale maggioranza che si costituirà per continuare il suo cammino di governo.

Si lascia però andare all’ironia commentando le parole odierne di Silvio Berlusconi che si è detto pronto a votare la legge di stabilità. Letta risponde dapprima con un laconico “Ho perso il filo” e poi ammette di sentirsi come Bill Murray protagonista de Il giorno della marmotta, film dove l’attore si svegliava ogni mattina dovendo ripetere sempre la stessa giornata. Per il premier è quello che accade da vent’anni, ovvero dalla discesa in campo di Berlusconi, agli italiani.

Letta spiega poi come abbia chiesto un chiarimento in Parlamento prima di bloccare l’aumento dell’IVA perché nel momento in cui circa un terzo dei parlamentari della maggioranza si tira indietro, le Camere non possono procedere a ratificare eventuali provvedimenti del governo. Tale discorso vale a maggior ragione per l’aumento dell’IVA che era stato deciso nel 2011 e che riguarda una notevole quantità di soldi e quindi la stabilità economica del Paese.

berlusconi letta fazio

Il premier ha anche voluto rivendicare le azioni del proprio governo come la riforma della giustizia civile che, secondo Letta, porterà allo smaltimento di circa un quarto delle pendenze attuali e sveltirà i procedimenti. Detto questo, Letta sottolinea come la questione della giustizia riguardi gli italiani e non Berlusconi, chiarendo che la fiducia al governo non può avere come merce di scambio un accordo sulla decadenza del leader del Pdl.

Le ultime stoccate di Letta sono per chi vuole andare a elezioni anticipate che porterebbero certamente, andando a votare ancora una volta col Porcellum, di nuovo alla necessità di larghe intese . Il premier annuncia che in Senato la Commissione Affari Costituzionali avrebbe fatto passi avanti e che sarebbe quasi pronta a mettere a punto una proposta di riforma della legge elettorale, anche in considerazione del fatto che in dicembre la Corte Costituzionale potrebbe dichiarare il Porcellum incostituzionale.

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