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Entro il 2015 cureremo il 70% degli ipertesi

È un bell’obiettivo da raggiungere, ma non si fanno intimidire da pessimismo i membri della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) che lanceranno la sfida al prossimo Congresso nazionale (il 30esimo) in programmazione dal 3 al 5 Ottobre a Roma e presieduto dal prof. Massimo Volpe, Direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facoltà di Medicina all’Università “La Sapienza”.

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L’ambizioso traguardo, nasce dal fatto che secondo le recenti statistiche ben il 30% degli italiani di età adulta soffrono di ipertensione arteriosa, e di questi solo un quarto segue cure adeguate e costanti nel tempo. Una condizione, quella temporale, da non trascurare. Anche perché, avverte la SIIA, l’ipertensione arteriosa, degenera in malattie più pericolose come ictus cerebrale, scompenso cardiaco, infarto del miocardio, ed altre patologie cardiovascolari.

Il prossimo Congresso sarà anche un’occasione per presentare una nuova squadra, tutta al giovanile (sotto i 35 anni di età) di 40 ricercatori esperti in fisiopatologia e clinica dell’ipertensione, rigorosamente scelti dalla SIIA con lo scopo di rendere più attiva e motivata la ricerca in tal senso. E favorire un ricambio generazionale che assicurerebbe l’apporto di energie fresche, essenziali per raggiungere, entro il 2015 la soglia del 70% di malati di ipertensione, curati e seguiti efficacemente attraverso anche un’azione intrapresa in più direzioni.

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