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Equitalia chiude: tutto quello che cambierà e che bisogna sapere

Dal primo giugno 2017 Equitalia chiude, dopo circa 10 anni di attività, e la riscossione delle tasse sarà appannaggio dell’Agenzia delle Entrate secondo il suo “nuovo modello”. Con un Collegato alla manovra finanziaria per il 2017, il Governo ha approvato un decreto fiscale che manderà in soffitta la vecchia agenzia per la riscossione, con l’obiettivo di regolarizzare la posizione degli evasori e incassare il capitale che spetta allo Stato. Secondo quanto emerge dalle tabelle del documento programmatico di bilancio inviato all’Unione europea, le previsioni di entrata derivanti dalla rottamazione delle cartelle di Equitalia, calcolate insieme alle altre misure di lotta all’evasione, ammonterebbero a circa 4 miliardi nel solo 2017.

Il risultato più importante per i contribuenti consiste nell’eliminazione degli interessi e delle more e il pagamento da parte dei contribuenti di quanto dovuto in una sola soluzione o con una rateazione, nel caso di cifre alte, fino a un massimo di 36 mesi. Il premier Matteo Renzi, che più volte ha in passato manifestato l’intenzione di chiudere Equitalia, ha dichiarato: “L’ente è nato da un’idea giusta, ma il modello su cui si è sviluppato è stato inutilmente polemico nei confronti dei cittadini, vessatorio”. Quindi i debitori potranno saldare tutto l’importo senza sanzioni e interessi relativi alla somma da pagare.

Non si tratta di un condono fiscale poiché il debitore dovrà corrispondere l’intera somma dovuta e non è in conto nessuna forfettizzazione delle somme con lo Stato. Le cartelle in questione sono tutte quelle notificate entro il 31 dicembre 2016.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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