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Equitalia condannata a risarcire 12 milioni: il caso del comune di Ciampino

La vicenda nasce nel 2008, anno in cui fu stipulata dal Comune di Ciampino una convenzione col concessionario Equitalia Sud affidandogli la riscossione coattiva dei tributi, delle multe, oltre che delle rette, delle mense scolastiche e del servizio idrico. Col passare del tempo i risultati che si attendevano a fronte del lavoro del concessionario erano ben lungi dalle attese, per cui l’ente ha iniziato a chiedere conto dell’attività svolta. Più volte nel corso degli anni il Comune aveva inutilmente sollecitato il concessionario a procedere nella riscossione dei ruoli affidati, lamentando in particolare la totale assenza di chiarezza e la mancata partecipazione di documenti che giustificassero le quote dichiarate inesigibili. La situazione è diventata paradossale quando la stessa Corte dei Conti chiedeva lumi all’Ente per la situazione delle sue finanz e alla gestione dei ruoli affidati alla concessionaria.

Dalla difesa verso la Corte dei Conti è partito l’attacco ad Equitalia. Il primo ostacolo è stato quello di verificare l’ammissibilità di una tale azione verso il concessionario presso la Corte dei Conti e questo strumento è stato individuato nel sopraccitato decreto. L’Avv. Enrico Michetti, difensore del Comune, ha ritenuto che nel caso di specie si trattasse di una chiara responsabilità amministrativa per la quale dovevano essere verificate tutte le singole e specifiche inadempienze contrattuali è che in base ad un Regio Decreto del 1933 n. 1038 si potesse agire direttamente innanzi alla Corte dei Conti. Tale tesi è stata accolta dalla Corte dei Conti Sezione giurisdizionale del Lazio che, con la sentenza del 6 maggio 2015 n. 255 non solo ha affermato la piena legittimazione ad agire direttamente da parte del Comune, ma ha condannato Equitalia Sud al pagamento in favore dell’Ente Locale di euro 12.091.283,46 oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali sollecitando, al contempo la Procura a valutare ulteriori ipotesi di sussistenza di danni da disservizio, concretizzatesi a carico della popolazione del Comune.

La sentenza rappresenta un precedente giurisprudenziale di notevole importanza in quanto apre un nuovo scenario per tutte le Amministrazioni che nel tempo hanno subito le medesime inadempienze contrattuali da parte dei gestori dei servizi di riscossione dei tributi locali.

Carmine Di Filippo
Dottore Commercialista
Revisore contabile
Consulente per la riscossione degli enti locali

Invia il tuo quesito a “Il tuo Commercialista”, scrivi a: iltuocommercialista@urbanpost.it

(Foto: Shutterstock / Marian Weyo)

 

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