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Eredità Alberto Sordi, Domenica Live: l’autista si difende “Alberto Sordi mi voleva bene”

A Domenica Live, Barbara D’Urso ha ancora una volta ospitato i parenti di Alberto e Aurelia Sordi in vista del processo civile e di quello penale che inizia il 17 gennaio in cui è imputato l’autista di origini peruviane Arturo Artadi insieme ad altre 9 persone. I parenti di Alberto Sordi hanno impugnato il testamento con cui Aurelia Sordi, ormai ultranovantenne, ha lasciato gran parte del patrimonio Sordi alla Fondazione che oggi gestisce la villa museo alle Terme di Caracalla. I parenti sostengono che le volontà di Aurelia Sordi sono inficiate dal suo cattivo stato di salute fisico e mentale.

Domenica Live ha ricostruito la vicenda dell’eredità di Alberto Sordi, partendo dalla morte del grande attore, avvenuta a Febbraio del 2003. Nel 2002 Sordi aveva dato vita alla “Fondazione giovani” per sostenere attori esordienti, affiancandosi al campus biomedico di Trigoria, affidato all’Opus Dei. Nel 2008 la signorina Aurelia, novantenne sottoscrive delle assicurazioni sulla vita a favore della “Fondazione giovani” e del campus per 18 milioni di euro. Ne consiglio di amministrazione di questi enti, scaduto quello voluto da Alberto Sordi, entra a far parte anche Artadi. Nel 2011 nasce la Fondazione Museo di cui fanno parte oltre ad Aurelia Sordi anche Arturo Artadi, le quote di partecipazione risulterebbero prelevate tutte dal conto dell’anziana donna.

Barbara D’Urso ha intervistato Arturo Artadi che non ha voluto un confronto diretto nello studio di Domenica Live con i parenti di Aberto Sordi. L’autista ha confermato di avere avuto per tutti i 25 anni di servizio a casa Sordi rapporti affettuosi e di avere passato anni straordinari con Aurelia e Alberto Sordi: “Alberto Sordi mi voleva molto bene”. Artali ha sottolineato di non avere mai conosciuto i parenti dei Sordi, che questi sono stati assenti anche durante la malattia dell’attore: “Io sono stato con Alberto fino alla morte. Sono stato con lui giorno e notte. Ero l’unico che andava in clinica a trovarlo. La signorina Sordi non andava perché Alberto non voleva che si preoccupasse. La signorina Sordi mandava me. Quando è morto l’ho vestito io”. Artali ha anche aggiunto che la Aurelia Sordi stava bene fino a poco tempo prima di morire e sui parenti ha aggiunto: “Se questi signori vogliono impugnare il testamento, lo facessero pure. Però basta dire cose brutte su di me. Parlano tutti di 2,5 milioni di euro, ma se li avessi non sarei qui. Barbara, ti chiamerei dai Caraibi”.

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