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Erika Lucchesi autopsia oggi, i genitori: «Lo smartphone suo tenuto dall’amica, perché?»

La vita di Erika Lucchesi, 19 anni appena, si è interrotta sabato 19 ottobre 2019, in un locale di Sovigliana di Vinci, nei pressi di Firenze, durante una serata in discoteca. A causare la morte della giovane l’assunzione di tre o quattro pasticche di ecstasy, acquistate la sera stessa della riapertura dello storico locale. Oggi ci sarà l’autopsia sul corpo della ragazza, il cui telefonino è al vaglio degli Inquirenti. Nel frattempo le Forze dell’Ordine sono sulle tracce del pusher.

Erika Lucchesi autopsia oggi, i genitori: «Lo smartphone suo tenuto dall’amica, perché?»

Dopo il decesso di Erika, la discoteca Jaiss di Sovigliana è stata posta sottosequestro: la procura di Firenze ha aperto un fascicolo per morte in conseguenza di altro reato e spaccio. Obiettivo primario delle Forze dell’Ordine è dare un nome e un volto a chi ha venduto la droga alla ragazza, che era nel locale con altri amici per trascorrere una serata di divertimento. Numerosi interrogatori avrebbero portato la domenica successiva i Carabinieri a fermare una persona. Come riporta “La Nazione”: “sarebbe stato emesso un fermo nei confronti della persona ricercata che, sempre in base a indiscrezioni, non risulterebbe avere una residenza vera e propria, ma solo una casa da cui si sarebbe allontanato. La caccia è comunque aperta e potrebbero esserci sviluppi decisivi nelle prossime ore”.

 

Fermata una persona dai Carabinieri: è lui il pusher?

A far luce sull’intricata vicenda sarà però l’analisi dello smartphone della ragazza. Informazioni importanti potrebbero arrivare proprio dal telefonino di Erika Lucchesi, che, senza un motivo per ora chiaro, era rimasto nelle tasche di un’amica stretta della 19enne. E i genitori chiedono chiarezza: perché quel cellulare non è stato consegnato subito agli investigatori? Il corpo della ragazza, che si trova all’istituto di Medicina legale a Careggi, sarà sottoposto all’autopsia questo pomeriggio. «Sembrava avesse una crisi epilettica!», hanno riferito alcuni testimoni presenti al Jaiss. Stando alle ricostruzioni degli Inquirenti ad aver ucciso Erika Lucchesi sarebbe stato un mix di alcol e droghe sintetiche. «Non è possibile che sia accaduto questo. Erika non prendeva neppure i farmaci quando stava male perché ne aveva paura. Ci sono tanti punti oscuri in questa vicenda, diverse cose che non tornano», ripetono i familiari. «Rivogliamo Erika a casa per darle una degna sepoltura. La vogliamo prima possibile perché la sua mamma, il suo babbo e noi tutti abbiamo il cuore straziato e vogliamo riabbracciarla per l’ultima volta. Questa attesa ci logora ancora di più!», ha detto Linda Bernardoni, la cugina della 19enne. Una morte che fa riflettere, soprattutto tenendo conto dell’età della giovane. Perché Erika poteva essere nostra figlia, sorella, cugina… Una ragazza, come tante, strappata alla vita troppo presto.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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