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Erika Preti sgozzata dal fidanzato a San Teodoro: inquietante hobby di Dimitri Fricano

San Teodoro omicidio Erika Preti, il fidanzato assassino non è infermo di mente. Arriva l’esito della perizia psichiatrica cui nei mesi scorsi è stato sottoposto Dimitri Fricano, il trentenne biellese reo confesso del delitto della fidanzata, avvenuto in una villetta nella località turistica sarda ‘Lu Fraili’ il 12 giugno 2017, dove la coppia si trovava in vacanza.

Cambia tutto l’esito della relazione dei periti incaricati dal Gup del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, di accertare le condizioni psichiche dell’imputato al momento del delitto. Per i due esperti che hanno interagito con il detenuto, la psicologa Giuseppina Miranda e lo psichiatra Nevio Troisi, Dimitri era lucido quando ha sgozzato al povera Erika. Il killer era ed è, dunque, perfettamente in grado di intendere e volere. Il giovane oggi 19 ottobre non era presente all’udienza, c’erano invece i suoi difensori. Dimitri Fricano uccise Erika la mattina del 12 giugno 2017, al culmine di un litigio nato per futili motivi, prima di uscire per fare una gita in barca all’isola di Tavolara. Si è appreso dopo il delitto che in realtà la coppia era in crisi da tempo e quella vacanza finita in tragedia doveva essere un tentativo di ricucire il rapporto. Problemi psicologici pregressi, avevano fatto ipotizzare che al momento dell’omicidio Dimitri non fosse lucido. Il ragazzo infatti in passato era stato seguito per anni dal centro di salute mentale di Biella.

Apprendiamo inoltre che un hobby inquietante di Dimitri durante le indagini aveva catturato l’interesse degli investigatori: il ragazzo faceva il restauratore di rasoi antichi e dunque potrebbe avere acquisito in quel contesto una dimestichezza con le armi da taglio. La povera Erika è stata sgozzata infatti con un coltello da cucina.  L’accusa per lui è di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà, oltre che di simulazione di reato per aver inscenato una rapina mai avvenuta. Confessò il crimine più di un mese e mezzo dopo il delitto, il 22 luglio di un anno fa. Da allora è recluso nel carcere di Ivrea. Sarà processato con rito abbreviato.

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