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Eroica 2014: eroico non più per caso (foto)

La prima partecipazione all’Eroica può avvenire un po’ per caso, per curiosità ed è così che avvenne dodici mesi fa. Di lì in poi, ve lo posso assicurare, scatta un meccanismo di dipendenza, di sana dipendenza e amore per un mondo incantevole, quello legato alla bicicletta vintage e a chi si misura sulla strada per il piacere di percorrere luoghi meravigliosi, in un clima di vera festa lontanissimo da quello della competizione.
Ecco il motivo per cui ieri, domenica 5 ottobre 2014, mi sono ripresentato al via de L’eroica. Per questa edizione ho potuto utilizzare una splendida Rossin, fine anni ’70, montata Campagnolo Super Record e dotata di manubrio Almarc, gentilmente messa a disposizione da CicliCorsa Classico, una realtà imprenditoriale nata dall’incontro di due giovani appassionati della bicicletta vintage, ben presto apprezzati da una clientela internazionale per la loro abilità nella conservazione, nel mantenimento e nel restauro di veri gioielli a due ruote.

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Se l’anno scorso la mancanza totale di allenamento mi avevano spinto verso il percorso da 75 km, quest’anno, con una decina di uscite nell’ultimo mese nelle gambe, ho optato per i 135 km. Una scelta davvero azzeccata. Alle 5 sono già nel centro di Gaiole in Chianti e, in religioso silenzio, mi avvio al primo timbro e alla partenza. Dopo 40 minuti il via, un freddo gelido intorpidisce le mani e soltanto quando la strada comincia a salire il corpo comincia a carburare. Il primo tratto di strada bianca è il più suggestivo: una lunga fila di ciclisti si arrampica sulla salita del Brolio illuminata soltanto dalle fiaccole a bordo strada: poesia pura. Lasciato Brolio il percorso porta verso Siena mentre le prime luci del mattino si alzano dietro le colline. Pian piano si alza anche la temperatura e si raggiunge anche il primo e atteso ristoro di Radi.
Il ristoro è il vero ristoro dell’eroico: salumi di ogni genere, pecorino, pane, olio, vino e molto altro accolgono gli amanti delle due ruote.

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E via che si riparte. Obiettivo: prossimo ristoro. Sì, perché la fatica è ben ripagata ad ogni pausa. Dopo Asciano si affronta il Sante Marie: la strada raggiunge pendenze importanti e se sei costretto a mettere il piede a terra non riesci più a risalire in bicicletta fino al successivo scollinamento. Ma poco importa, Chi sale a piedi incita chi, grintoso e con grande coraggio, resta in sella.

Dopo Castelnuovo ecco gli ultimi trenta chilometri. La fatica indurisce ogni pedalata e, senza vergogna, quando la strada bianca sale ancora una volta verso Brolio scendo dalla bicicletta e salgo a piedi, ammirando chi, senza demordere, scala questa ultima asperità. Scendendo verso Gaiole si ripensa ai chilometri fatti e si viene accolti da un pubblico festante che applaude nello stesso modo il primo e l’ultimo.
L’Eroica crea dipendenza. L’anno scorso i 75, quest’anno i 135. Il 2015 porterà un 205?

Un ringraziamento speciale per CicliCorsa Classico e per lo staff de L’eroica

Fotografie di Pier Luigi Balzarini

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