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Eroico quasi per caso (foto)

Lo sbarco all’Eroica 2013 avviene quasi per caso, una passione coltivata per alcuni anni e poi lasciata in un cassetto, il fascino di una corsa, una manifestazione davvero d’altri tempi. Trovata, davvero all’ultima ora, una splendida Bianchi datata 1975 e perfettamente conservata da un caro zio, eccomi a Gaiole in Chianti con tanta tensione, emozione, aspettativa e anche un poco di timore per i 75 chilometri da affrontare dopo anni di assoluta inattività sulle due ruote.

La domenica dell’Eroica, dopo una vigilia a dir poco uggiosa, riserva uno splendido sole. Gaiole è per l’occasione letteralmente immersa nel passato: bici storiche, meglio, eroiche, divise d’altri tempi, baffi, barbe e personaggi con la “p” maiuscola.
Quando parto, nei primissimi metri di felice e tanto poi sognata discesa, mi volto e al mio fianco sfreccia Francesco Moser, proprio quello vero e per un attimo mi sento un campione anche io, proprio come i bambini, i più piccoli che si immedesimano nei loro idoli. Di lì in poi si alternano salite ripidissime, che sembrano infinite, spesso sulle famose strade bianche e discese che rimarranno indimenticabili per lo stridere dei freni vecchi, datati, datatissimi.

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A metà percorso, dopo un raggio rotto che costringe la mia ruota posteriore ad un movimento anomalo, arriva anche il primo crampo che, quantomeno per un attimo, mi porta a pensare: “Bella idea affrontare la mia prima Eroica senza un briciolo di preparazione!”. Sono i ristori, il formaggio, i salumi, la ribollita, il Chianti, i sorrisi, le battute e le parole dei compagni d’avventura talvolta italiani, altre inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, giapponesi… a risollevare l’animo e ad alleviare il dolore delle gambe.

L’immagine che più mi porterò nel cuore di questa splendida esperienza è quella delle ultime battute: la discesa sull’ultima strada bianca verso Gaiole in Chianti, momento in cui una lacrima solca il mio viso, come a dire: “Sì, ce l’ho fatta!”. L’Eroica sa regalare sensazioni uniche, in paesaggi spesso mozzafiato e su strade che, anche grazie a questa manifestazione, vengono preservate per il loro immenso valore storico e culturale. I più eroici sono sicuramente quelli della 205 km ma, seppur per caso e per una domenica sola, eroici siamo stati tutti noi che ci siamo messi in gioco su queste splendide colline.

Fotografie di Pier Luigi Balzarini

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