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Esplosione Alessandria, fermato il proprietario della cascina: «Mi hanno preso di mira per antipatia»

Continuano le indagini per scoprire chi provocato l’esplosione nella cascina di Alessandria, l’incendio dove sono morti tre vigili del fuoco. A poche ore dai funerali delle vittima arriva un svolta. Giovanni Vincenti, proprietario della cascina, è stato interrogato per dieci ore. Aveva detto agli inquirenti: «Io non so accendere un fuoco, preso di mira per antipatia». Nonostante questo al termine dell’interrogatorio, sembra sia scattato il fermo nei suoi confronti. Nessuno si sbottona e le voci sono ancora da confermare.

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Esplosione Alessandria: interrogatorio

Il Comando provinciale di Alessandria, alla fine dell’interrogatorio, ha diramato il seguente comunicato: «Al termine di serrate ed articolate indagini, abbiamo proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile dei delitti di disastro doloso, omicidio, e lesioni volontarie». Nel testo il nome di Giovanni Vincenti non compare mai e non arriva una conferma ufficiale sul fatto che fosse effettivamente lui l’interrogato, ma appare molto probabile che sia lui il principale indiziato. In giornata è prevista una conferenza stampa del procuratore capo Enrico Cieri in cui probabilmente verranno date più informazioni.

Al momento nessuno si esprime a riguardo. «Ho assistito all’interrogatorio, non posso dire nulla», ha detto l’avvocato Laura Mazzolini. Anche il figlio di Giovanni Vincenti, Stefano, mantiene il massimo riserbo: «Non ho informazioni da dare, gli inquirenti stanno facendo accertamenti. Non posso dire nulla».

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L’addio ai pompieri

Proprio in queste ore una folla in lacrime sta dando l’ultimo saluto ad Antonino, Marco e Matteo, i tre pompieri morti nell’esplosione di una cascina in provincia di Alessandria. All’inizio sembrava trattarsi di un incidente, ma non è così. Nell’incendio sono esplose alcune bombole collegate a un timer. Si tratta di un atto doloso. Migliaia di persone si sono strette ai familiari delle vittime chiedendo giustizia. «Bisogna capire perché e chi ha fatto questo», ha detto dall’altare della cattedrale dei Santi Pietro e Marco il comandante provinciale Roberto Marchioni. «Dovete beccarli, dovete fare di tutto per beccarli», ha detto, rivolgendosi al premier Giuseppe Conte.

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