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Esselunga: Milano, Bernardo Caprotti vince in appello contro i figli

Caso Esselunga: in corte d’appello a Milano, Bernardo Caprotti vince il ricorso contro i figli per la titolarità delle quote del gruppo aziendale. Il caso ebbe inizio nel 2011: Bernardo Caprotti aveva concesso la nuda proprietà delle azioni agli eredi, i figli Giuseppe e Violetta. Ma improvvisamente tornò sui suoi passi decidendo di riprendere il controllo della società. I figli fecero ricorso al tribunale, dando inizio al lodo arbitrale Esselunga.

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La sentenza di primo grado era stata favorevole al fondatore, Bernardo Caprotti, oggi 88 anni. Giuseppe e Violetta, però, impugnarono la sentenza e presentarono ricorso in appello. La corte d’assise di Milano, però, ha appunto respinto la loro posizione. Le quote di Esselunga rimangono nelle mani di papà Bernardo.

Caprotti non è nuovo a vicende giudiziarie: nel 1996 infatti ha patteggiato 9 mesi di condanna per tangenti alla Guardia di Finanza. Nel 2013, all’età di 87 anni, ha rassegnato le dimissioni da tutte le cariche che lo vedevano titolare, ma ha continuato a lottare per la titolarità delle quote di Esselunga.

 

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