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Estate: ecco come la vacanza può inquinare l’ambiente

Cattive abitudini e gesti inconsapevoli possono risultare molto compromettenti per l‘ambiente che ci circonda. Per cercare di tutelare l’ambiente in cui viviamo potrebbe servirci sapere che le cicche delle sigarette abbandonate sulle spiagge o buttate nel mare e nei laghi non si decompongono, ma si accumulano sul suolo. Le fibre di acetato di cui è composto il filtro, non scompaiono, al più si spezzettano e ad aggravare l’inquinamento dell’ambiente in cui sono immesse sono le 4.000 sostanze chimiche che il filtro ha assorbito durante la combustione. Per quanto riguarda altri rifiuti: un fazzoletto di carta impiega tre mesi per decomporsi, il vetro non si decompone mai completamente, mentre una cannuccia di plastica impiega dai 20 a 30 anni.

cicche di sigarette non si decompongono mai

Anche la scelta delle creme solari può essere oculata in modo da salvaguardare il più possibile l’ambiente. Acquistando creme solari a base di minerali, come l’ossido di zinco, possiamo evitare di spalmare sulla pelle unguenti contenenti elementi chimici, che dispersi in acqua risultano dannosi per i pesci, molluschi e coralli. Stessa accortezza vale nell’utilizzo di shampoo e bagnoschiuma quando siamo sulla barca o in spiaggia: sarebbe meglio scegliere detergenti naturali. Mentre ai proprietari delle barche il consorzio Coou (Consorzio obbligatorio degli oli usati) raccomanda di non gettare l’olio usato in mare, ricordando che un motore da 25 cavalli può contenere 4 Kg di olio usato e in mare copre una superficie di 5mila mq non permettendo l’ossigenazione dell’acqua. L’olio lubrificante usato andrebbe smaltito correttamente, nonostante in Italia su 300 porti turistici solo 30 sono dotati di apposita isola ecologica.

Altra cattiva abitudine che andrebbe eliminata è quella di parcheggiare sulle collinette delle spiagge. Il sistema dunale costiero italiano secondo l’Ispra-Catap ha perso l’80% della propria superficie iniziale: da 35-45 mila ettari a 7-9 mila. Anche l‘Unesco ha rilevato che i tre quarti delle dune mediterranee nell’ultimo secolo sono state distrutte. Le dune in stato ottimale sono solo il 20% dell’intero sistema e il resto è stato o edificato o modificato da attività umane, tra queste il parcheggio selvaggio, provocando un danno paesaggistico incalcolabile.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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